Primarie regionali centrosinistra: Minervini gioca con La Forza

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C’è chi imprudentemente gioca col fuoco, e nelle prossime primarie del centrosinistra per le elezioni regionali 2015 è facile immaginare come confrontarsi con due candidature forti – Michele Emiliano e Dario Stefàno – sia un po’ come finire “fra due fuochi”. Per addomesticare fuochi e focolai che puntualmente riscaldano l’atmosfera nel centrosinistra pugliese, Minervini mette in campo la forza. Non la fisicità di Emiliano o l’eredità vendoliana di Stefàno ma quella costruita giorno dopo giorno accanto ai maggiori beneficiari della sua azione politico-amministrativa: i giovani.

Non un outsider, non un terzo incomodo: la forza del collettivo è la linfa che alimenta l’avvio della campagna per le primarie di Guglielmo Minervini, assessore regionale alle Politiche Giovanili uscente. Sono proprio le esperienze di quella fascia d’età spesso bistrattata dalla classe politica “tradizionale” a fornire il miglior endorsement alla candidatura di Minervini: prima dell’intervento dell’avversario di Emiliano e Stefàno, si alternano alcuni dei protagonisti under 35 del risveglio giovanile pugliese, quale metafora della forza non muscolare ma morale e collettiva che la candidatura di Minervini punta a far emergere come punto d’eccellenza.

La forza, per un mezzogiorno che nelle parole di Minervini ha finalmente deciso “di non piangersi più addosso. Le primarie sono il momento per guardare la realtà in faccia così com’è: dobbiamo chiederci cosa ci manca per far procedere la Puglia ad un passo ancor più spedito”. La Puglia vive una situazione oggi difficile, “nonostante le energie venute fuori negli ultimi dieci anni, capaci di non recriminare ma inventare, non rassegnarsi ma sperimentare, in grado di valorizzare le proprie risorse e rielaborare le proprie vocazioni in modo intelligente e moderno. Ci attendono finanziamenti europei per l’ammontare di 8 miliardi di euro – afferma Minervini – sono risorse che, se ben spese, possono permettere alla Puglia di dare lo scatto decisivo”.

La forza per scalfire quelle resistenze di potere che “mantengono la Puglia in bilico, fra stagnazione e sviluppo, e non permettono la sfida del cambiamento”: dal caporalato a Rignano Garganico che non trasforma la coltivazione dei pomodori da fenomeno di sfruttamento a eccellenza agroalimentare, al fenomeno dei baroni nel sistema universitario, reo del decadimento della ricerca e dell’allontanamento dei ragazzi dagli atenei pugliesi.

“L’esperienza di condivisione attuata da Bollenti Spiriti ha senso solo se si trasforma in una forma di Governo per tutti i settori d’intervento, dai rifiuti alla sanità – conclude Minervini – Anche i recenti fatti del Gargano ci fanno comprendere come le chiavi di lettura del mondo, come pensiamo, come ragioniamo, come consumiamo, stanno cambiando: la sfida è quella di guardare la Puglia come laboratorio del cambiamento,  non isolata ma parte attiva e protagonista del mondo”.

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Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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