#PrimariePuglia: l’ereditiere, il costruttore, il rottamatore

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Il sole è quasi a mezzogiorno. I cavalli, da silenti e mansueti, iniziano ad agitarsi. Una fitta coltre di polvere inizia a sollevarsi dal suolo, stuzzicato dagli speroni dei contendenti che bramano il comando della terra dagli ulivi dorati. E mentre in questa ventosa giornata d’inizio autunno le porte del nuovo quartier generale della Regione Puglia danzano come quelle dei Saloon del selvaggio West, s’intravvedono all’orizzonte le primarie di coalizione del centrosinistra. Obiettivo del duello all’ultimo voto, selezionare il candidato forte e giusto, in grado di ambire l’anno prossimo alla poltrona di SuperSceriffo della contea.

L’ereditiere. Ultimo a presentarsi al cospetto del popolo del centrosinistra, Dario Stefàno si proclama come unico candidato pronto a raccogliere il testimone che l’attuale SuperSceriffo, Nichi Vendola, è in procinto di lasciare. “Gli altri rinnegano, io sono fedele”, tuona dal palco l’ex assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia, balzato agli onori della cronaca nazionale quando, qualche mese fa, subentrò ad Andrea Augello quale relatore sulla pratica della decadenza da senatore di Silvio Berlusconi.

Pedigree da moderato, convertitosi sulla via di Terlizzi al movimento politico più a sinistra dell’emiciclo nazionale, avrà l’arduo compito di spiegare all’elettorato i complessi meccanismi che si nascondono dietro il rapporto turbolento fra politica, governo regionale e ILVA di Taranto. Dura la vita per chi deve tradurre in politichese le questioni legate al lavoro. Durissima la vita per chi s’accompagna ad un brand politico che prevede al proprio interno la parola ecologia.

Il costruttore. Minuto, occhialuto e pacato, Guglielmo Minervini da Molfetta ha accolto nel proprio ranch i più bollenti e gioviali spiriti della contea. Costruttore, perché si propone di prendere il controllo dell’ufficio del SuperSceriffo per rinfrescarne le strutture portanti. Costruttore perché non si candida come uomo forte o salvatore della patria, bensì come garante di una partecipazione politica dal basso sull’onda dell’adagio “L’unione fa la forza”, o meglio “#LaForza”, come recita il claim della sua campagna per le primarie.

L’aspirante costruttore ha molto da edificare: in primis una maggior fiducia sulla sua candidatura all’interno dell’assemblea del Partito Democratico, che già s’è impegnato nel ricercare arzigogoli e trucchetti per sabotarne la tentata impresa. Dovrà soprattutto metter su un progetto in grado di rendere appetibile la sua candidatura non solo agli under 35, per i quali il binomio Bollenti Spiriti-Minervini è già acclarato, ma anche al resto dell’elettorato. E chissà non riproponga la famosa storia di Davide contro Golia…

Il rottamatore. A proposito di Golia. Una cospicua parte del centrosinistra pugliese parla di Michele Emiliano come se già ne fosse stata ufficializzata la candidatura alle regionali del prossimo anno. Lui, che al ruolo di Sceriffo è già abituato – anche per le Physique Du Rôle decisamente appropriato – ha dalla sua il partito, la ribalta e i sondaggi. Da bravo Sceriffo “che non guarda in faccia a nessuno” ha già ventilato l’azzeramento totale di ciò che è stata la Regione sino ad oggi.

Entrambi gli sfidanti provano a stuzzicarlo per innervosirlo: Stefàno invoca le primarie col doppio turno, nella speranza di trasformare un eventuale duello finale in un “con o contro Emiliano”; Minervini ipotizza la fine del modello “uomo solo al comando” ed un futuro dove le decisioni “dal basso” saranno l’unica visione politica perseguibile. E chissà che il rottamatore, già incline sui social a coloriti sfoghi di rabbia verso chi, “dal basso”, ne osa contraddire l’autorità, non ceda briciole di vantaggio ai suoi inseguitori con qualche uscita scomoda o sbagliata. D’altronde, quando tutti i sondaggi ti danno come sicuro vincente, si finisce per diventare i principali ostacoli di sé stessi.

(Fotomontaggio a cura di Isabella Battista)

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Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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