Provincia di Taranto, gli avversari di Emiliano gridano all’inciucio

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Nel campo minato delle primarie del centrosinistra pugliese, ogni occasione è buona per tentare di far saltare  il banco. L’elezione del sindaco di Massafra Martino Tamburrano (Forza Italia), con il centrosinistra spaccato in due e i franchi tiratori del Partito Democratico che hanno preferito il candidato del centrodestra a Gianfranco Lopane, ha fornito agli avversari di Michele Emiliano un assist per attaccare la sua linea all’interno del Partito Democratico e dell’intera coalizione.

Dubbi sulla casualità dell’esito del voto nelle parole di Dario Stefàno, che avanza l’ipotesi di un accordo sotto banco. “È accaduto quello che era nelle intenzioni sin dall’inizio, nonostante smentite pubbliche – si legge nel comunicato – o siamo chiamati a commentare un’elezione sfuggita totalmente dalle mani delle segreterie politiche?”. L’eventuale sgarbo, nei confronti dell’intera coalizione, necessita di “un chiarimento politico evidentemente decisivo”, perché la posizione di Sinistra, Ecologia e Libertà prevede che le intese trovare non siano”quelle che sanciscono accordi di potere tra forze diverse nominalmente avversarie, ma quelle tra noi e i pugliesi attorno a grandi idee di cambiamento, innovazione, trasformazione”.

Non va giù per il sottile l’altro candidato del Partito Democratico, Guglielmo Minervini, che parla apertamente di “pagina opaca e di bruttissima politica”. soprattutto nei confronti della base del partito. “Noi vogliamo un Pd diverso – puntualizza Minervini – Che non muore di cinismo, limpido, impermeabile alla logica degli accordi obliqui e alla pratica del sottobanco, che non strizza l’occhio al trasformismo e che non umilia i suoi militanti e i suoi elettori”.

Il segretario del PD pugliese, però, non ci sta, e rilancia chiedendo a gran voce “che i consiglieri del PD che hanno votato Tamburrano lo dichiarino apertamente e siano conseguenti con questa scelta, dimettendosi dal partito”. A dispetto di chi grida a gran voce all’inciucio fra democratici e forzisti, ricorda di essersi “esposto pubblicamente fin dal primo momento contro qualsiasi accordo tra PD e Forza Italia. Ho attaccato personalmente l’ipotesi Tamburrano anche per una ragione di merito – sottolinea Emiliano – Sono stato infatti l’unico a sostenere che il sindaco di Massafra, essendo quella una città che ospita uno degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti più delicati della Puglia, non poteva svolgere anche il ruolo di presidente della Provincia, essendo i due ruoli di reciproco controllo; controllo che, con questa elezione, viene dissolto”.

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