Psr, bando per l’agricoltura biologica. Casili: “I criteri hanno penalizzato le aziende salentine”

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“Non c’è tregua per l’agricoltura pugliese. Il Programma di Sviluppo Rurale della Regione Puglia, partito nel peggiore dei modi, continua ad arrecare problemi per gli investimenti e con ogni probabilità si arriverà a fine legislatura senza spendere tutte le risorse”.

Così il consigliere regionale del M5S Cristian Casili, che segnala la difficoltà delle imprese agricole, specialmente in una zona difficile come quella del Salento, ad accedere alle misure attivate negli ultimi mesi.

“Avevo già denunciato – continua il vicepresidente della V Commissione Ambiente – i problemi della sottomisura 11.1 per l’agricoltura biologica che prevede una dotazione finanziaria di 30 milioni di euro per il quinquennio (6 milioni per ogni annualità), presentata ad aprile in pompa magna dall’Assessore Di Gioia. Purtroppo constatiamo che anche questa volta con la determina del 6 dicembre le aziende ammissibili agli aiuti sono solo 1592 mentre sono in corso di verifica ben 914 ditte richiedenti l’aiuto. Inoltre, ci sono altre 1500 aziende per la maggior parte salentine, ancora nell’incertezza, in quanto aspettano la possibilità di entrare in graduatoria”.

Casili denuncia come i criteri del bando abbiano tagliato fuori le aziende salentine, fortemente penalizzate dagli inspiegabili 10 punti in più dati ad aziende con un unico corpo fondiario o 30 punti se ricadenti in determinate zone. “Da tecnico – spiega – comprendo la premialità per le aziende ricadenti in zone ZPS, Aree Natura 2000 e zone vulnerabili, ma è mancata una distribuzione omogenea delle risorse su tutto il territorio regionale”.

Una beffa per Casili la pubblicazione della graduatoria del biologico a dicembre. Un ritardo, spiega, che comporterà per le centinaia di aziende che non avranno alcun aiuto, il pagamento per intero dell’organismo di controllo per le produzioni biologiche.

“Un esborso – incalza il pentastellato – che si sarebbe potuto evitare anticipando la graduatoria. Non solo, molte di queste aziende hanno partecipato ad altri bandi del PSR dichiarando nel proprio ordinamento aziendale il passaggio delle superfici a biologico, con i punteggi derivanti da questa scelta. Eppure queste graduatorie vengono redatte in pochi giorni visto che le aziende inviano via PEC le domande entro la data di scadenza fissata poche settimane prima dell’uscita delle graduatorie”.

Una situazione, secondo il consigliere cinquestelle, ancora più grave se si pensa che il primo insediamento per i giovani, la misura 4.1, ha scontato forti ritardi a causa dei sistemi informatici. Intoppi che hanno mandato in tilt la misura strategica più importante dell’intero PSR fino a giungere alle barricate di tecnici e aziende che oggi si vedono danneggiate da criteri e punteggi fuori dalla realtà.

“Non riesco a comprendere – aggiunge Casili – come l’assessore Di Gioia non si senta mortificato di fronte alle tante aziende che sarebbero meritevoli di essere finanziate e che si trovano tagliate fuori a causa delle anomalie che stanno compromettendo la qualità della spesa e gli investimenti futuri. Si parla tanto di xylella, si annunciano risorse alle zone colpite dalla fitopatia, ma fino ad oggi non un solo euro è arrivato agli olivicoltori. Non c’è più tempo per le parole rassicuranti dell’Assessore Di Gioia. Qui si rischia di far collassare totalmente un settore cancellandolo da territori difficili come il nostro, già colpito da innumerevoli avversità e criticità”.

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