La Puglia e il Brasile insieme per un “Espìrito Mundo”

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Aline Yasmine

Sconfiggere la crisi economica anche attraverso la cultura. O meglio, la condivisione della cultura, la sua interazione con turismo, arte e tutte le eccellenze che la nostra terra può offrire. E’ questo lo scopo di Aline Yasmin, presidente dell’Istituto Quorum, consulente internazionale di economia creativa e ideatrice e direttrice del progetto Espirito Mundo, il più grande progetto brasiliano di internazionalizzazione della cultura e arte verdeoro. Brasiliana di nascita ma pugliese d’adozione, da quando ha incontrato Puglia Sounds e Bassculture. Una collaborazione artistica e culturale passata attraverso il Locus Festival e l’Acquaintesta. Una partnership che non vuole limitarsi a poche manifestazioni ma creare una rete globale di artisti brasiliani ed europei.

Ciao Aline. Come nasce il tuo rapporto con la Puglia?

Era ancora una fase embrionale del mio progetto quando conobbi Cristina Fina di Puglia Sounds. La incontrai nella fiera Womex 2009 e parlammo di voler ampliare un discorso già intrapreso con la Francia nel 2005. Tre anni di scambi di email e poi ci siamo reincontrati nel Womex 2012. Questa volta c’era anche Bass Culture. Ci riunimmo,  presentai una proposta di interscambio e subito realizzammo una lettera di intenti. La nostra prima avventura insieme è stata nel 2013 con le edizioni del Locus Festival e de l’Acquaintesta. Facemmo una serata di “Espirito Mundo” con artisti come Tulipa Ruiz, Edu Marron, Seu Bene, AmazonicaDuo Gisbranco e Projeto CComa (questi ultimi hanno anche registrato un videoclip ad Alberobello). Ebbero un grande successo e così decidemmo di dar continuità al progetto nel 2014. Di nuovo partecipammo alle edizioni invernali dei due festival, questa volta con i Deepsamoa e i Sambulus.

Ma perché hai scelto proprio la Puglia come approdo in Europa?

La Puglia, e in particolare Bass Culture, conoscono profondamente cosa il mondo produce a livello artistico. Ed è molto importante per lo scambio e la costruzione di arte e cultura. Questo ci offre un dialogo più aperto col mondo. Poi la Puglia ha deciso di investire nell’economia creativa. La crisi sta cambiando le carte in tavola e lo sviluppo dell’arte e della cultura, legato ai valori territoriali e al turismo, ci metterebbe di fronte ad una visione privilegiata del cambiamento del mondo. La valorizzazione delle potenzialità di ciascuno e l’investimento nell’elemento umano rappresentato dall’arte è un passo da gigante verso il mutamento e la riformulazione dei valori. E la Puglia crede in questoe mi offre la possibilità, oggi, di avere un punto di confronto professionale e morale, in Europa, in termini di economia creativa.

Non c’è solo la Puglia nei tuoi progetti.

Lavoriamo anche in Basilicata, nella vicina Matera. Era la nostra base operativa e abbiamo collaborato nella candidatura come Capitale della Cultura Europea. Realizzammo 40 shows in 4 mesi in tutti i locali della città, in collaborazione con le diverse associazioni lucane, e 150 in totale nella Basilicata. Intendiamo la partnership con l’Italia, col sud in particolare, un’esperienza organica e particolare per la sua dimensione umana e culturale. L’Italia ci influenza molto nel nostro quotidiano, e nella storia del Brasile sono rimaste le tracce di questo. Io stessa ho origini italiane, tant’è che quando vengo in Italia mi sento sempre come a casa. Il sud è accogliente, c’è l’affetto della gente e la vicinanza della gente come in Brasile.

Aline ora quali sono i tuoi progetti futuri?

Nel 2015 vorremmo creare meno intrattenimento e più dialogo. Lo show è la performance serale di un processo costruito collettivamente. Abbiamo già iniziato a dialogare con Bass Culture per realizzare eventi creativi e idee per l’elaborazione di contenuti congiunti. A Matera ci saranno diverse esibizioni che ci serviranno da modelli lavorativi. Lo scambio culturale è un ingranaggio fondamentale nel mondo attuale che chiamiamo “Era della Conoscenza”. Credo che sia esattamente questo incontro, questo cammino, la chiave per pensare a un mondo migliore. L’arte e il pensiero come strumenti per un mondo fatto dall’umanità, per l’uomo. E io credo di fare la mia parte.

 

 

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