Puglia km 0, Colonna: “Una pdl che promuove qualità e sostenibilità ambientale

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Una proposta di legge per la valorizzazione della produzione agricola territoriale a chilometro zero. Un iter consiliare che parte dalla Commissione e che potrebbe portare entro tempi non lunghissimi la proposta all’esame del Consiglio Regionale.

Sulla questione è intervenuto con una nota il capogruppo di Noi a Sinistra per la Puglia Enzo Colonna

“È approdata oggi all’esame della IV Commissione consiliare la proposta di legge “Norme per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli e agroalimentari a chilometro zero e in materia di vendita diretta dei prodotti agricoli”, che ho presentato sei mesi fa, dopo una lunga fase di elaborazione e a seguito di una proficua interlocuzione con alcune organizzazioni del mondo agricolo, in particolare con la Coldiretti Puglia che ringrazio per gli argomenti e gli spunti di riflessione che mi hanno fornito.

L’obiettivo della proposta è, per un verso, quello di valorizzare e promuovere le produzioni di qualità e a basso impatto ambientale e, per l’altro, di promuovere la loro diffusione e commercializzazione, favorendo altresì la vendita diretta da parte degli stessi produttori agricoli. 

Negli ultimi decenni si sono consolidate le cosiddette “filiere lunghe”, modalità di distribuzione dominate da imprese di grandi dimensioni che operano su mercati globali. Tale processo ha condotto all’omologazione delle colture agricole, all’impoverimento della diversità biologica e culturale, nonché di gusti e consumi, e all’incremento dei costi ambientali (dovuto ai molteplici passaggi intermedi della distribuzione).

Ha inoltre decisamente ridimensionato la possibilità per il cittadino-consumatore di esercitare un effettivo controllo sull’origine e sulle modalità di produzione di ciò che acquista e consuma.

Tuttavia, in anni recenti, numerose iniziative hanno cercato di ricondurre i prodotti agroalimentari al loro luogo di origine e di restituire visibilità e dignità al lavoro dei produttori, secondo un modello di «filiera corta», radicata cioè nel territorio in cui il prodotto è coltivato e quindi legata alle sue risorse naturali, culturali e sociali.

Un approccio che consente anche di salvaguardare l’ambiente. Si stima infatti che un pasto medio percorre oltre 1.900 chilometri su camion, navi o aerei prima di arrivare sulla tavola. Consumare prodotti di filiera corta, originari del territorio e quindi a «chilometro zero», significa ridurre considerevolmente le emissioni in atmosfera di gas nocivi (in termini di emissioni annue una tonnellata di anidride carbonica per famiglia), i numerosi passaggi di imballaggio e confezionamento, oltre che promuovere modelli virtuosi ed ecocompatibili di sviluppo economico. 

La proposta di legge regionale punta a valorizzare nel territorio regionale i prodotti agricoli e agroalimentari «a chilometro zero», ossia quelli che soddisfano congiuntamente requisiti di sostenibilità ambientale (meno di 25 kg di anidride carbonica equivalente per tonnellata prodotta per il trasporto dal luogo di produzione a quello presumibile di consumo) e di qualità alimentare (prodotti di qualità certificata, di aree protette, di risorse genetiche autoctone, a marchio collettivo, ecc.), promuovendone l’acquisto e il consumo da parte delle pubbliche amministrazioni e da operatori commerciali privati, garantendo ai consumatori una informazione trasparente, puntuale ed efficace in ordine alla tracciabilità dei prodotti. 

Con tali misure si intende sostenere sul territorio regionale nuovi modelli di distribuzione e vendita, valorizzando il lavoro delle piccole e medie imprese agricole, per lo più a conduzione familiare. 

Nel corso dei lavori della IV Commissione, sono stati auditi i rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti, i quali, condividendo le finalità della proposta, hanno fornito interessanti spunti di riflessione su specifici punti che saranno approfonditi nel corso dell’esame in commissione. 

Il confronto ora dovrà allargarsi anche alle realtà rappresentative del mondo agricolo e commerciale, alle associazioni di difesa dei consumatori e all’ANCI Puglia. Per questo ho chiesto di programmare le audizioni nelle prossime sedute”.

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Redazione
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