Punta Perotti: nessun risarcimento danni ai Matarrese

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Punta Perotti. Un punto a favore per Comune di Bari, Regione Puglia e ministero dei Beni culturali che non dovranno pagare i 570 milioni di euro di danni invocati dai Matarrese per la vicenda di Punta Perotti. L’ha deciso, ieri, il giudice Oronzo Putignano del tribunale civile di Bari, rigettando tutte le diverse pretese di risarcimento avanzate dagli avvocati della famiglia di costruttori.

“Ho per le mani – ha commentato chiaramente soddisfatto l’ex sindaco di Bari Michele Emiliano – la sentenza del Tribunale che dice che i baresi non devono risarcire neanche un euro per la demolizione di Punta Perotti. Demolizione che era sacrosanta ed obbligatoria come più volte ho spiegato in questi anni”.

“Adesso – prosegue Emiliano – mi aspetto il riconoscimento da parte di tutti coloro che vi avevano spaventato dicendo che avremmo pagato chissà quanto per quell’abbattimento. Mi aspetto che riconoscano che, da Sindaco di Bari, ho agito sempre tutelando il bene comune, la bellezza della nostra costa e il rispetto della legge. Legge che per me è sempre uguale per tutti, potenti compresi”.

La vicenda giudiziaria relativa al complesso immobiliare abbattuto nell’aprile del 2006 è stata lunga e complessa. L’abbattimento del cosiddetto ecomostro tramite cariche di dinamite, avvenuto in tre fasi nei giorni 2, 23 e 24 aprile 2006 provocò, infatti, una richiesta di risarcimento da parte dei costruttori: nel novembre 2010 il tribunale di Bari, recependo la decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo del gennaio 2009, che dava ragione ai costruttori, ha emesso ingiunzione contro il sindaco: il comune deve restituire i terreni ed i fabbricati (che però non ci sono più).

La società ricorse nuovamente alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che nel maggio 2012 condannò lo Stato italiano a pagare 49 milioni di euro quale risarcimento alle imprese danneggiate. Nel 2013 il sodalizio dei costruttori incassò il risarcimento dallo Stato italiano, come risarcimento per una ingiusta confisca dei terreni.

Ma i costruttori hanno chiesto anche il ristoro dei danni subiti ricomprendendo complessivamente gli investimenti fatti: appunto 570 milioni di euro.

Oggi, la decisione del giudice che nega il risarcimento, dando ragione alle Istituzioni e torto ai Matarrese.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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