Quanto brucia il sol dell’avvenire

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In occasione dell’uscita di romanzi quali Q del collettivo Luther Blissett (poi Wu Ming) e L’ottava vibrazione di Carlo Lucarelli, si spesero definizioni e aggettivi in alcuni casi troppo fuorvianti, si osò affermare un ritorno del romanzo storico, si coniò la definizione di neo-neorealismo. Probabilmente nessuna di queste diciture appare totalmente errata ma nessuna, al contempo, indica un reale fil rouge tematico che possa inglobare le suddette opere in uno stesso tassello di tipologia letteraria. Certo l’ampio respiro è presente, la coralità anche, così come la tematica storica che funge da collante per determinare l’esito delle vicende narrate.

Riesce nella non facile operazione di dar vita a un romanzo storico di impianto fortemente sociale Valerio Evangelisti con questo Il sole dell’avvenire (Mondadori, pagg.530 – €17.50). L’autore, conosciuto ai più per il ciclo che vede protagonista l’inquisitore Eymerich, affronta in questa circostanza i moti di coscienza e le rivolte bracciantili di alcune famiglie di contadini romagnoli dal post-risorgimento alle soglie del novecento. Un libro che ci aiuta a conoscere meglio una fetta di storia assai importante del nostro paese, un moto che partendo dall’Emilia coinvolgerà la restante parte d’Italia. Attilio, Rosa, Canzio e tutti i co-protagonisti dell’opera di Evangelisti sono perfetti attori che si fanno attraversare, ma al contempo attraversano, i processi storici a loro coevi, la scoperta del socialismo, la bella delineazione che l’autore opera della figura di Andrea Costa, le voci dissidenti, la cristianità imperante e già bigotta.

C’è carne e sangue in questo romanzo, dolori fisici e mentali, frustrazioni e piccoli successi, un senso del sacrificio che i protagonisti fanno proprio, un ritorno (post-modernista?) al romanzo storico nel senso più ampio del termine. Evangelisti mostra grande rispetto per il lettore, la sua prosa è lineare ma al contempo profonda e spiazzante. Oggi più che mai un romanzo del genere è utile e ricopre un ruolo sociale, per ricordarci che l’Italia non è stata sempre ciò che oggi appare ai nostri sbigottiti e impotenti occhi, vi era un tempo in cui la dignità, la lotta, la coscienza, urlavano fameliche la loro volontà di esserci e di opporsi ai soprusi dei padroni.

Il romanzo è una tragedia moderna, una fresca ventata di novità nel panorama attuale della letteratura italiana, incentrata assai spesso su piccole storie private all’interno di una storia più grande. Certo, anche qui le vicende dei protagonisti si insinuano nei processi storici collettivi, ma la dinamica che le muove è quella di una parte di popolo stanca di subire, sono i cuori di uomini e donne che non mollano mai e lottano col preciso intento di cambiare lo stato delle cose.

Non sembra un romanzo scritto oggi quello di Evangelisti, mostra un ampio respiro che rammenta i romanzi ottocenteschi, delinea stati d’animo e dinamiche relazionali in modo dettagliato ma umano, non si perde in fronzoli stilistici ma bada al contenuto, si avvicina pian pianino al lettore volenteroso e lo prende per mano in una storia che non si abbandona sino all’ultima pagina. E il sole dell’avvenire, motto socialista, brucia la pelle di questi protagonisti non ancora coscienti pienamente del loro stato, ancora innocenti e puri soggetti che la storia punisce, ma qualcosa si muove nel profondo di queste anime, il puzzo di bruciato – metafora di uno sfruttamento sino allora visto come normale – inizia a farsi sentire e a dare scossoni all’intimo di questi uomini.

Il socialismo fa paura, scardina determinate dinamiche, si oppone alla religione imperante e ipocrita. Ma sono altri momenti che ci fanno riflettere sul rapporto uomo-evento storico, la trasformazione agricola, la bonifica di territori malsani, le anime conflittuali all’interno dello stesso socialismo, la figura del padre di Mussolini che sfiora la narrazione in più punti, la dolorosa conquista della democrazia.

Tra ex garibaldini, giovani ribelli, donne che iniziano a sviluppare moti di dignità e ribellione, macchiette rurali, e tanto altro, la luce di questo sole inizia a brillare. Il romanzo, primo di una trilogia, è un punto fermo nell’attuale narrativa italiana. La storia, per continuare a farla, bisogna conoscerla. Evangelisti riesce nell’intento di narrare fatti storici, certo conditi dal processo inventivo tipico della narrazione, con piglio sagace e mai noioso. Un libro essenziale.

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