Questo Centrodestra così com’è non serve a nessuno

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Gli spunti offerti oggi da Gianfranco Fini a Bari, in occasione dell’assemblea regionale di Liberadestra non dovrebbero cadere nel vuoto. Il centordestra italiano dovrebbe interrogarsi e riflettere su alcune questioni e aprire finalmente una fase nuova, post Berlusconi. Piaccia o no, è ora di voltare pagine e pensare ad un “dopo Cav”. Per carità non sto certamente candidando Fini alla leadership del centrodestra, del resto e per fortuna, non è un esercizio che mi compete nè penso possa essere lui il “nuovo”. Certo il suo contributo sarebbe stato ancora utile al fronte conservatore. È ormai da tempo evidente che con B. in campo non ci sarà mai alcuna dialettica costruttiva con tutti i danni che questo ne comporta. Di un centrodestra compatto e credibile, che sia d’opposizione o di maggioranza ora poca importa, ne ha bisogno il Paese. Ha fatto bene probabilmente Raffaele Fitto a porre questioni di merito e di strategia del partito al centro del dibattito. Peccato non sia possibile parlare al conducente mentre guida…

Una coalizione non frammentata ma con una strategia unica nei confronti del Paese e soprattutto nei confornti di Renzi è di vitale importanza. Invece, ha ragione Fini a dire che su quattro partiti ci sono tre posizioni diverse. Un centrodestra sano, invece di porre veti incrociati o di essere al tempo stesso con un piede nella maggioranza e uno nell’opposizione dovrebbe riunirsi e discutere. Questi processi, comuni in qualsiasi altro partito, aiuterebbero non poco a far emergere nuove figure, nuovi leader ma manche nuove idee per il Paese. Da più parti tra gli elettori del centrodestra si sente dire “qui ci vorrebbe un Renzi di destra”. Vero, ma non per quello che il Premier dice o fa ma per come è nata la sua leadership. Anche i cento tavoli della Leopolda di questo weekend devono essere uno stimolo al centrodestra per ridisegnarsi. Confronti come quelli di Firenze, o per restare in Puglia le primarie richieste da Fitto e Marmo farebbero proprio al caso dei conservatori che potrebbero trovare in occasioni come queste i nuovi “Renzi di destra”.

Se Liberadestra, come nelle premesse del suo fondatore, dovesse essere laboratorio culturale per offrire nuovi contenuti al fronte conservatore, e personalmente non ho motivo di dubitarne le finalità del progetto, allora tutti i partiti conservatori dovrebbero contribuire e partecipare ad una operazione di questo genere che, magari, potrebbe anche far emergere le leadership di domani.

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Fabio Paparella
Giornalista publicista dal 2008. Ha scritto per Cuore Impavido (periodico universitario), Puglia d'oggi e Puglia in che dirige dal 2009. Appassionato di Puglia e innamorato di Bari, dove vive e lavora come funzionario Anci Puglia. Fondatore dell'associazione Scritture digitali. Cerca qualcuno disposto a cambiare insieme lo stato delle cose...

1 commento

  1. Pienamente d’accordo con il Presidente Fini! E lo ritengo l’unico ancora valido per guidare una VERA destra che oggi non c’è.

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