Raccolta apparecchiature elettriche, è pronto il decreto

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Disponibile ildecreto del Ministero dell’Ambiente del 31/5/2016, n. 121 “Regolamento recante modalità semplificate per lo  svolgimento  delle attività di ritiro gratuito da parte dei distributori di rifiuti  di apparecchiature elettriche ed  elettroniche  (RAEE)  di  piccolissime dimensioni, nonché requisiti tecnici per lo svolgimento del deposito preliminare alla raccolta presso i distributori e per  il  trasporto, ai sensi dell’articolo 11, commi 3 e 4, del  decreto  legislativo  14 marzo 2014, n. 49.”, c.d. decreto “1 contro 0” e relativi allegati 1 e 2 nonché il decreto del medesimo Ministero, pubblicato sulla GU n.188 del 12/8/2016 recante “Misure volte a promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie per il trattamento e il riciclaggio dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche”.

I RAEE O E-WASTE (Inglese)

I RAEE rappresentano la nuova generazione di rifiuti sempre più in aumento nel nostro Paese. Vengono comunemente denominati con l’acronimo RAEE (Rifiuti da apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) o con il termine E-WASTE, derivante dall’inglese Waste of Electric and Electronic Equipment (WEEE). Appartengono ai RAEE tutti quei rifiuti alimentati con pile,  batterie e spine elettriche; possono essere molto grandi (come il frigorifero) o molto piccoli (come i cellulari o le sveglie e le lampadine a basso consumo). Si distinguono RAEE derivanti da:

  • Grandi elettrodomestici;
  • Piccoli elettrodomestici;
  • Apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni;
  • Apparecchiature di consumo;
  • Apparecchiature di illuminazione;
  • Strumenti elettrici ed elettronici (ad eccezione degli utensili industriali fissi di grandi dimensioni);
  • Giocattoli e apparecchiature per lo sport e per il tempo libero;
  • Dispositivi medici (ad eccezione di tutti i prodotti impiantati ed infetti);
  • Strumenti di monitoraggio e controllo;
  • Distributori automatici.

DA RAEE A RISORSE

I RAEE contengono materie prime importanti (come ferro, alluminio, rame, plastica, ecc.) e metalli preziosi (come oro, argento, rame, ecc.) che sono riutilizzabili nei cicli produttivi, ma anche un costo per il comune e per la Società di gestione del ciclo urbano dei rifiuti, nonché un gesto dannoso per il pianeta. Infatti questi prodotti sono composti anche da sostanze inquinanti (come i clorofluorocarburi) e tossiche (come il mercurio) altamente nocive per l’uomo e per l’ambiente.

I RAEE IN ITALIA E IN EUROPA

Ogni italiano produce ogni anno in media 14,7 kg di RAEE; di questi solo poco più di 4 kg pro-capite, pari a circa il 30% dell’immesso sul mercato, viene correttamente raccolto e avviato al recupero. È necessario incrementare la raccolta e il riciclo dei RAEE, soprattutto a fronte dei nuovi obiettivi che la Comunità Europea impone agli Stati Membri. La Nuova Direttiva RAEE 2012/19/UE, che è stata recepita dal nostro Paese attraverso l’approvazione del Decreto Legislativo n.49 del 14 marzo 2014, recante “Attuazione della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)”, prevede la modifica dei quantitativi minimi di RAEE da raccogliere e cambia i parametri per il calcolo dei tassi di raccolta. La soglia minima da rispettare non si baserà più sui chilogrammi di RAEE raccolti per ogni abitante, ma sul rapporto tra i quantitativi raccolti e la media delle nuove apparecchiature immesse sul mercato nei tre anni precedenti. Dal 2016 si dovrà raccogliere il 45%dell’immesso sul mercato, per poi passare al 65% nel 2019: un obiettivo importante da raggiungere attraverso un importante opera di educazione ambientale.

LA REGOLA “UNO CONTRO ZERO”

Il D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49,  ha previsto inoltre la sostituzione della  regola “Uno contro uno”,  con cui si poteva depositare gratuitamente un RAEE  presso il negoziante comprandone uno nuovo, con la nuova modalità di raccolta presso i grandi negozi,  la “Uno contro zero”. In pratica la “uno contro zero” consiste nel fatto che i RAEE possono essere portati nei grandi negozi e smaltiti correttamente anche senza l’acquisto di un nuovo prodotto corrispondente.

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