Reddito di dignità, i chiarimenti di Michele Emiliano ai sindaci pugliesi

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Il presidente Emiliano, l’assessore al Welfare Negro e la consigliera del presidente De Simone hanno fatto il punto oggi davanti ai sindaci e agli assessori competenti dei comuni pugliesi sull’applicazione della misura Red – Reddito di dignità.

Con i rappresentanti regionali, anche il presidente Anci nazionale e sindaco di Bari Antonio Decaro, il presidente Anci Puglia, Gino Perrone e la direttrice Inps Puglia Maria Sciarrino.

L’introduzione è stata affidata a Anna Maria Candela, dirigente della sezione Welfare Regione Puglia.

“Oggi – ha detto Emiliano – abbiamo riunito tutti i  sindaci della Puglia per mettere a punto quelle intese che consentiranno alla misura del Reddito di Dignità di funzionare al meglio.

L’abbiamo progettato, e oggi ReD è un modello che ci copiano in tutta Italia. Certo è una di quelle sperimentazioni che probabilmente avrà bisogno anche di alcune correzioni in corsa, ma alla fine riusciremo nel compito che ci siamo prefissi. I primi tirocini formativi sono iniziati e stanno andando a regime, a breve cominceranno le prime erogazioni di denaro. Molti sono quelli che stanno facendo lavori piccoli e grandi all’interno di questa misura che – lo ricordo –  non è una misura di assistenza ma di reinserimento nel mondo del lavoro”.

“Voglio ringraziare – ha aggiunto Negro – la struttura regionale e i Comuni pugliesi che stanno reggendo l’urto di una misura che non ha precedenti in Italia e che presto sarà ancora implementata, anche dando una mano ai Comuni che sono più in difficoltà con le pratiche”.

Il Reddito di Dignità della Regione Puglia è – è stato scritto in una nota a cura degli organizzatori ed è stato detto oggi – uno strumento di politica attiva di inclusione sociale, che prevede L’obbligatorietà di accompagnare il beneficio economico ad un percorso di attivazione del beneficiario e del suo nucleo familiare. I numeri nella prima annualità (domande da fine luglio 2016) in Puglia sono di 12 mila nuclei familiari beneficiari, con una previsione di estensione della platea a 20mila beneficiari a regime per il 2017.

In Puglia il ReD si coordina e integra con il SIA nazionale con una sola procedura gestita in cooperazione applicativa da Regione, INPS e Ambiti dei Comuni che rappresentano la filiera istituzionale della misura SIA- ReD.

Dai dati relativi alle domande del 2016 si evince quanto la misura regionale sia stata determinante nel potenziare la platea dei beneficiari delle politiche di contrasto alla povertà. Possiamo affermare infatti che nella prima annualità, il 52% del totale degli ammessi alla misura sono beneficiari del ReD, e che, quindi,  in mancanza di questo misura regionale, sarebbero stati esclusi dai criteri di ammissione – molto rigidi- del SIA.

La complessa macchina di avvio del ReD in questi mesi ha prodotto una forte accelerazione di semplificazione da parte della Regione:

1) assistenza agli Ambiti da parte dei servizi privati del lavoro accreditati, con un appalto di servizi avviato da fine maggio, che sta già producendo una significativa accelerazione nelle attività dei Comuni;

2) strutturazione del “lavoro di comunità” come opportunità aggiuntiva ai tirocini già a catalogo, con l’ampliamento delle tipologie di percorsi di attivazione, proprio recependo i suggerimenti di molte amministrazioni locali;

3) avvio delle procedure per il concorso relativo all’implementazione delle risorse professionali degli Ambiti (entro giugno).

4) semplificazione delle procedure di istruttoria sui requisiti di accesso per ampliare la platea e ridurre gli oneri periodici a carico dei Comuni (domani in Giunta la Delibera che recepisce le modifiche ai requisiti SIA e applica i nuovi requisiti di accesso anche a RED).

Questi interventi stanno producendo una forte accelerazione nelle procedure affidate agli Ambiti di presa in carico e di avvio dei tirocini. Dal mese di aprile ad oggi le prese in carico, con la prescritta firma del patto individuale di inclusione attiva con i cittadini ammessi,  sono 2.600 ed entro il  mese di luglio arriveremo a circa  6 mila patti sottoscritti con altrettanti cittadini che beneficeranno materialmente del contributo economico.

Un quadro tuttavia a macchia di leopardo come si evince dalle tavole allegate, relative ai dati  sui singoli  Ambiti territoriali circa la capacità istruttoria e i risultati fin qui conseguiti in termini di sottoscrizione dei Patti e l’animazione territoriale svolta dai Comuni con il partenariato e con proprie progettualità a valere dei progetti di inclusione. In questa fase decisiva di avvio della misura su scala regionale è di fondamentale importanza l’azione sinergica e la collaborazione di tutti i soggetti istituzionali al fine di dare una risposta nel più breve tempo, ai cittadini ammessi.

Le azioni di semplificazione e di supporto ai Comuni sono determinanti, così come la collaborazione con INPS regionale ed ANCI con i quali è stato istituito un tavolo tecnico operativo.

Ciò ci consente di verificare costantemente le azioni di semplificazione  già messe in campo dalla Regione e di valutare tutte le iniziative che ci consentano in tempi celeri di mettere a regime la Misura. Obiettivi immediati sono tutte le prese in carico da parte degli Ambiti, anche di quelli che ad oggi risultato più indietro, e il graduale potenziamento dei tirocini – anche attraverso il lavoro di comunità – al fine di affrontare anche l’aumento delle ammissione per il 2017 (20 mila).

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Redazione
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