#RegalaLaPuglia 5. I 5 musicisti pugliesi da ascoltare a Natale

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“Volare oh oh, cantare oh oh”. Nel blu dipinto di blu è la canzone italiana per eccellenza. Chi l’ha interpretata? Un pugliese, seppur poco propenso a rivelare le proprie origini ad inizio carriera. Domenico Modugno ha confessato i suoi natali pugliesi soltanto negli ultimi anni di vita. Se nelle prime uscite avesse ammesso la sua provenienza salentina, i dirigenti Rai l’avrebbero probabilmente messo da parte. Era molto più spendibile, come immagine e credibilità, una finta origine siciliana.

Oggi i musicisti pugliesi non devono più arrossire o mentire alla domanda “dove hai iniziato a suonare?”. I talent scout hanno trovato nel tacco d’Italia un terreno florido per scommettere su voci, personaggi e penne d’autore.

Nel breve elenco che segue sono stati inclusi essenzialmente lavori pubblicati nel 2014, a parte qualche motivata eccezione. Buon ascolto.

1. Davide Santorsola – Horizon

Due mani, un oceano di tasti bianchi alternati a promontori neri: era questo il mondo di Davide Santorsola, scomparso all’età di 53 anni lo scorso 12 dicembre. Benché il pianista e compositore jazz di origine andriese non abbia pubblicato nulla nel corso del suo ultimo fatale anno, è doveroso iniziare questo breve prontuario con la sua musica.

Un tributo per scoprire l’arte di un musicista fieramente autodidatta – ha iniziato a suonare all’età di 8 anni – che ha consapevolmente rifiutato il Conservatorio. Negli anni ’80, infatti, il mondo dell’accademia musicale era poco disposto ad abbracciare jazz e bebop, generi che hanno consacrato la carriera artistica di Davide Santorisola.

2. Caparezza – Museica

Michele Salvemini si era affacciato al grande pubblico col suo alter ego timido e scolorito. Pochi ricordano il timido Mikimix che calcò il palco del Festival di Sanremo nel 1997 con scarso successo. Il netto cambio di registro – folta e riccioluta chioma, testi taglienti e asoluta libertà compositiva – ha condotto la carriera del rapper molfettese, destinato precocemente al viale del tramonto, sulla strada della popolarità e dei riconoscimenti.

Museica è l’ultima tappa del percorso musicale di Caparezza. Più cupo e maturo dei precedenti, è stato recentemente insignito della Targa Tenco 2014 come disco dell’anno. La penna dell’artista molfettese è fra le più floride e ricercate dell’intero panorama musicale italiano: citazioni, giochi di parole e ricchezza d’immagini che lo avvicinano ai grandi cantautori della tradizione italiana, da Guccini a De Andrè.

3. Daniele Di Maglie – Il mio garage

Nelle 13 tracce che compongono il nuovo disco del cantautore tarantino si nascondono alcuni dei migliori interpreti della scena musicale pugliese: Cristò Chiapparino, Gianni Gelao, Lelio Mulas, Simone Martorana, Giovanni Chiapparino, Alessandro Pipino, Guy Portoghese, Roberta Carrieri, Nicola Deliso, Antonio Tuzza, Giorgio Distante, Caparezza.

Sono trascorsi 10 anni dal suo ultimo lavoro in studio. In questo lungo “silenzio musicale” Daniele Di Maglie è sceso nella sua cantina per recuperare storie, ricordi e idee. Armato di chitarra acustica e taccuino ha tirato a lucido ogni frammento di ricordo e speranza per realizzare 13 brani, in bilico fra dolcezza e xarcasmo.

4. Bari Jungle Brothers – Rime, patate e cozze

L’Hip Hop è di casa in Puglia. Le “lingue” pugliesi, così musicali e ricche di slang, e il contesto sociale, pregno di voglia di ribellione e riscossa delle “periferie”, rendono l’Hip Hop un genere particolarmente diffuso fra sottoscala, sale prove e palchi. È inevitabile che questo terremoto underground riemerga e si materializzi in dischi ed mp3 da ascoltare in cuffia. L’effetto? Sdoganare l’idea di una Puglia, e di un dialetto, in grado di rileggere il presente, il tessuto urbano e i bisogni con i propri mezzi culturali, artistici e linguistici.

“Rime, Patate e Cozze” porta la firma di Reverendo, Torto, Walino, Il Nano, Ufo e Tony Ciklone. Voci e stili diversi hanno creato un intreccio che tiene legati il sole del Mediterraneo e gli scenari urbani baresi, atmosfere scanzonate e toni cupi.

5. Pasquale Delle Foglie – Tempo imperfetto

Cambiamo decisamente registro. Pasquale Delle Foglie è il calore di una voce accompagnata da una chitarra acustica sulla quale si adagiano quei complementi d’arredo musicale – un contrabbasso, un violoncello, un violino e un pianoforte – che creano una curiosa attualità dal sapore antico.

Timbro delicato, introspezione e spiccata attenzione per le immagini rendono Pasquale Delle Foglie e le sue canzoni particolarmente indicati per chi cerca le giuste note per staccare la spina e allontanarsi dai ritmi accelerati della modernità.

Qualche anticipazione

Nessuna figura femminile? L’anno che verrà porterà alla luce le voci di Carolina Da Siena e Serena Brancale, diverse per genere, influenze e percorso artistico.

Carolina Da Siena è di Bisceglie, come Erica Mou. Voce e parole di Carolina graffiano su un tappeto musicale scarno – chitarra, basso e batteria – ma aggressivo, essenziale ma mai banale. Brucia è il singolo che anticipa Klotho, il primo disco della cantautrice, che uscirà il prossimo 20 gennaio 2015

Serena Brancale rappresenterà la Puglia nella sezione giovani del prossimo Festival di Sanremo. Si esibisce da tempo in un quartetto jazz che sperimenta percorsi ibridi, sulle strade del funk, del soul e dell’elettronica. A breve, sicuramente dopo il Festival, verrà pubblicato il suo primo album di inediti, prodotto da Michele Torpedine.

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Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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