#RegalaLaPuglia 6. I cinque centri storici pugliesi da scoprire a Natale

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Trulli di Alberobello

Il trend positivo del turismo pugliese è stato una boccata d’ossigeno per l’economia regionale negli ultimi anni. Ignorata per intere stagioni da Tour Operator italiani e internazionali, snobbata per carenza di strutture e microcriminalità diffusa, la Puglia ha scoperto la sua vocazione turistica grazie alla ricchezza della sua cucina povera e saporita e alle suggestive spiagge, deserte e incontaminate, che si alternano a lidi e città marine nei suoi 865km di costa.

Puglia da amare, al di là del mare. Villaggi di pescatori hanno affiancato ombrelloni e sdraio alle lance e alle reti; le sonnacchiose seconde e terze case, accatastate nei graziosi centri storici lambiti da acque cristalline, sono state sistemate e trasformate in Bed&Breakfast per ospitare turisti italiani e stranieri nelle assolate giornate estive. La Puglia però non è solo mare: dai laghi di Lesina e Varano sino a Santa Maria di Leuca, strade statali e provinciali conducono in borghi in cui la pietra disegna palazzi e strade e le cucine profumano le vie.

Alberobello

Partiamo con un must. Gli eschimesi hanno gli igloo, i sardi i nuraghe, i pugliesi hanno i trulli, costruzioni in pietra a secco la cui funzione originaria era ospitare contadini e rispettive famiglie nelle stagioni di lavoro nei campi. Alberobello è il cuore della Murgia dei Trulli, poiché due quartieri del borgo della Valle d’Itria – il Rione Monti e Aia Piccola – sono popolati esclusivamente da queste caratteristiche strutture abitative. L’UNESCO ha inserito i trulli, i due quartieri e la loro magia nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Da non perdere l’opportunità di scoprire – o rivedere – i trulli durante queste festività natalizie: il Light Festival organizzato dall’associazione giovani imprenditori turistici di Alberobello (Agit) e Lightcones, patrocinato dalla Società Italiana di Fisica e promosso dalle Nazioni Unite ne renderà ancor più suggestiva la visita.

Gravina in Puglia

Conosciamo tutto di Matera ed Altamura ma non abbastanza di Gravina in Puglia. L’antica Silvium,  nodo strategico della via Appia in epoca Romana, fu soprannominata hortus deliciarum – Giardino di delizie – da Federico II di Svevia, uno che di bellezze pugliesi se ne intendeva. Lasciatevi stupire dal legale natura-architettura che sposa la Gravina Botromagno e viadotto Madonna della Stella, dal panorama che si gode dalla concattedrale di Santa Maria Assunta e dall’incantevole Città sotterranea, riportata alla luce dopo anni di lavoro da speleologi e volontari.

Minervino Murge

Saperi e sapori contadini percorrono le vie tortuose della Scesciola, l’antico cuore del Balcone delle Puglie. Quante storie potrebbe raccontare il centro storico di Minervino Murge? Nel 1945, a pochi mesi dalla fine della seconda guerra mondiale, l’arresto di ladri e renitenti alla leva sfociò in una rivolta comunista che osò dichiarare guerra all’Italia. Ci vollero 5 giorni ed il Battaglione San Marco per placare gli accesi animi della comunità locale. Minervino custodisce fra le sue viuzze la storia dei braccianti pugliesi e delle prime forme di sindacato: qui fece i suoi primi passi un giovanissimo Giuseppe Di Vittorio. Oggi il piccolo paesino della sesta provincia è sinonimo di buona cucina, con funghi cardoncelli e salsicce protagonisti assoluti delle tante locande presenti.

Troia

Il Gargano, sperone d’Italia, è rinomato per le sue località balneari – Mattinata, Vieste, Peschici – e per le sue vicissitudini ambientali. Negli ultimi anni incendi ed inondazioni ne hanno devastato il paesaggio, col fattore umano – incuria, cementificazione selvaggia – fra i maggiori indiziati. Troia racchiude dentro sé piccoli, grandi prodigi dell’agire umano, fra cui spicca la magnificenza della concattedrale della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo, altissimo esempio di arte romanica pugliese che incrocia la tradizione pisano-bizantina finanche musulmana. Troia non è solo concattedrale. Fra chiese e palazzi storici, passeggerete in uno dei più bei borghi dell’Italia Meridionale.

Cisternino

Nel marasma collegato alla profezia dei Maya, la fine del mondo prevista per il 21 dicembre 2012, chi voleva salvare a tutti i costi doveva fare una scelta obbligata: mollare tutto e trasferirsi a Cisternino. Il borgo immerso nella Valle d’Itria sarebbe stato, secondo una leggenda orale, l’inizio del nuovo mondo. C’è da crederci se ci si ritrova nella bellissima piazza centrale del paese, da cui si dipanano strade e stradine, archi, scalinate, palazzi e corti. Dopo aver visitato uno dei borghi più belli d’Italia, sedetevi ai tavoli di una delle tante macellerie che trovano casa nel grazioso centro storico ed ordinate delle bombette, prelibatezza locale da fine del mondo.

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Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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