Regione Puglia: voto negativo dalla VII Commissione alle tre leggi di Bilancio

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Quella che sarebbe dovuta essere soltanto una formalità, il voto in Commissione dei disegni di legge finanziari collegato al bilancio di previsione e pluriennale approvato dalla Giunta regionale e chiamato alla conversione in legge nell’Aula consiliare, ha trovato una improvvisa bocciatura dalla VII Commissione.

Un tour de force voluto (per alcuni versi obbligati dai tempi tecnici, e per altri versi forse anche di proposito contingentando tempi ed interventi) che non è piaciuto affatto alle opposizioni, che non hanno fatto anche che il loro, votando no ad un provvedimento che, alla fine, è stato bocciato.

In VII Commissione, infatti, i tre disegni, per l’elevato quorum requisito, non hanno conseguito il parere favorevole, nonostante al momento del voto tutti i rappresentanti della maggioranza fossero presenti in aula.

Critiche le opposizioni che hanno ribadito anche in questa sede un giudizio negativo, sia per i tempi contingentati assegnati all’esame dei provvedimenti, sia per l’assenza ai lavori della commissione di rappresentanti del governo, cosa che ha impedito di comprendere gli obiettivi delle misure.

La commissione ha votato gli articoli di competenza: quello che assegna 150.000 euro ad interventi a sostegno della capacità istituzionale; i 500.000 euro destinati alla promozione della legalità e della sicurezza urbana; la misura finalizzata all’istituzione dei laboratori comunitari previsti nella legge sulla partecipazione (misura contestata dal M5S che ha sostenuto l’impossibilità di finanziare una legge come quella sulla partecipazione che sarebbe stata oggetto di osservazioni da parte del governo nazionale); l’articolo relativo alla classificazione delle strutture turistiche (di cui l’assessore Capone ha preannunciato lo stralcio in sede di Commissione referente); il finanziamento di 1 milione per la promozione di sistemi integrati di sicurezza ed infine lo stanziamento di 10 mila euro per gli adempimenti della Regione in materia di protezione dati.

“In una Regione dove si destinano ben 800 mila euro per consentire ‘la partecipazione’ di soggetti non ben definiti, si impedisce ai consiglieri di approfondire il provvedimento più significante dell’attività di governo annuale. Ci chiediamo – si sono detti i consiglieri di Forza Italia Nino Marmo, Giandiego Gatta, Domenico Damascelli e Francesca Franzoso – come si possa discutere e studiare un documento così corposo avendolo ricevuto poche ore fa, all’ultimo minuto. Un provvedimento da cui emergono subito, però, le solite elargizioni e mancette utili solo a ricompattare una maggioranza che ormai, in modo chiaro ed evidente, non esiste più o lo è a intermittenza. Perché se l’altro giorno, per l’ennesima volta, il Consiglio regionale è stato sciolto per mancanza del numero legale, anche oggi in V Commissione i mal di pancia e il disordine del centrosinistra si sono fatti sentire: e così, anche in quella sede, la maggioranza è stata battuta sui numeri e la Commissione ha espresso parere negativo al bilancio”.

Anche il gruppo regionale di Direzione Italia (Ignazio Zullo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola) criticano i modi e termini con il quale la Giunta Emiliano sta imponendo il suo Bilancio 2018,

“L’arroganza della giunta Emiliano ha imposto un tour de force a quella che dovrebbe essere la più importante discussione politico-amministrativa dell’attività del Consiglio regionale: nella sola giornata di oggi sono state convocate ben sei Commissioni per esaminare i documenti contabili e il Bilancio di previsione per il prossimo anno, praticamente gli amministrativi più importanti di un Governo regionale.
Commissioni convocate praticamente ad horas con gli atti messi a disposizione dei consiglieri poche ore prima, una tale improvvisazione che persino gli assessori competenti erano presenti a intermittenza, andavano, tornavano… si scusavano per i disguidi e i ritardi. Pura sciatteria che ha portato la maggioranza persino a non avere ancora una volta i numeri nella Quinta Commissione, dove il Bilancio ha avuto parere negativo.
Insomma, siamo di fronte a quello che di fatto è un “voto di fiducia” che la maggioranza (se avrà i numeri) darà, mentre all’opposizione viene negato il diritto di controllo e partecipazione”.

 

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