Riciclaggio, rischiano il processo Corallo, Fini e i Tulliani

0

Ormai di Gianfranco Fini abbiamo notizie soltanto dalle Procure d’Italia. Il suo nome è associato ai Tulliani, mentre un tempo poteva vantare di essere il delfino di Giorgio Almirante, e l’eterno erede al trono di Silvio Berlusconi. Una specie di Principe Carlo d’Inghilterra finito amaramente nel tentativo di rubare lo scettro al Cavaliere.

Adesso da Roma giungono notizie circa la chiusura delle indagini preliminari, e l’ex leader di AN rischierebbe il rinvio a giudizio per riciclaggio, assieme ad Elisabetta, Giancarlo, ed il padre Sergio, tutti della stirpe Tulliani.

La Direzione Distrettuale Antimafia aveva seguito i movimenti dell’imprenditore Francesco Corallo (nel ramo dei videogiochi), ma la ciliegina sulla torta d’ogni pretesa resta l’annosa Casa di Montecarlo, che la Contessa Colleoni aveva lasciato al partito: “Per la buona battaglia.”

Il cognato di Fini, Giancarlo, con i danari di Corallo e per mezzo di due società off-shore, rilevò l’immobile a 300mila dollari per rivenderlo nel 2015 ad 1 milione e 360mila dollari.

A quanto pare l’ex Presidente della Camera – che per non passare per ladro si definì un cogl**ne nelle mani della famiglia – non solo “nella piena consapevolezza di tali condizioni” avrebbe veicolato leggi ad hoc quando aveva un peso politico, ma da tutto ciò ne avrebbero tratto notevoli vantaggi economici, sufficienti a sequestrare 7 milioni di euro, di cui un milione derivante da due polizze vita intestate a Fini.

Una trama spiccia, da furbetti del quartierino, da filibustieri del contrabbando fiscale, che mal si addice a chi un tempo adunava e fomentava le folle della Destra Sociale italiana.

Una Destra che chiede ancora riscatto per vilipendio alla bandiera.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.