Riconosciuto lo stato d’emergenza per il Gargano, non i benefici fiscali. I dubbi di Schittulli

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Francesco Schittulli torna, all’indomani della decisione del Governo di approvare lo stato di emergenza per i 14 comuni garganici colpiti il 6 settembre da una violentissima alluvione, con alcuni interrogativi.

Innanzitutto sul grande ritardo con cui il provvedimento è stato preso. Ministri e Premier, infatti, sono stati lestissimi nel farsi riprendere sui luoghi del disastro, nel visitare le popolazioni alluvionate ed i paesi maggiormente colpiti. Non altrettanto nel fare il proprio lavoro.

“Dopo un’infinita attesa e le passerelle nel fango finalmente è stato dichiarato dal Consiglio dei Ministri lo stato d’emergenza per le zone colpite dall’alluvione del 6 settembre. Per lo meno, un primo passo è stato fatto nei confronti dei 14 comuni del Gargano, in cui si contano danni per centinaio di milioni di euro, a fronte dei 10,5 milioni di euro stanziati dal Governo. Certamente una boccata d’ossigeno che servirà a malapena per gli interventi di protezione civile, ovvero di soccorso e messa in sicurezza di immobili strategici,  rispetto ad un evento calamitoso di straordinaria rilevanza che ha letteralmente messo in ginocchio l’economia agricola e danneggiato gran parte delle infrastrutture del territorio”.

Ma l’affondo di Schittulli, soprattutto, verte su un’altra questione. Perchè al Gargano è stato riservato un trattamento diverso dal punto di vista delle moratorie fiscali rispetto ad altri casi analoghi che, purtroppo, si stanno succedendo con preoccupante frequenza in altre zone d’Italia?

“Non ci si spiega ancora – sottolinea Schittulli – perché al Gargano sia stato riservato un trattamento diverso rispetto al resto d’Italia in tema di moratorie fiscali. Occorre, infatti, che il Governo provveda, a breve, a stanziare anche tutte le risorse necessarie al ripristino delle opere strutturali. Non solo sono trascorsi quasi due mesi per il riconoscimento dello stato d’emergenza, ma non sono stati concessi i benefici fiscali, ovvero il differimento al 20 dicembre del pagamento delle tasse statali, come per le altre zone d’Italia colpite da alluvione in Veneto, Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. Oltre al danno la beffa”.

“Questo l’ennesimo banco di prova che ha dimostrato che il caso del Gargano è stato di fatto archiviato tra le ultime priorità del premier Matteo Renzi, pur essendo stata addebitata a problemi di copertura della Ragioneria dello Stato la causa del ritardo, così come riferito da Michele Emiliano“.

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Redazione
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