Rifiuti, nel 2018 impianto di compostaggio a San Severo

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Nel 2018 San Severo avrà il suo impianto di compostaggio di ultimissima generazione. Sorgerà nell’area industriale ex Safab, grazie ad un cospicuo investimento della Sagedil srl, società che opera sul territorio dal 1970, data di apertura dello stabilimento che dà il nome all’area. Ieri a Palazzo Celestini, Amministrazione Comunale e azienda hanno presentato il progetto che porterà notevoli benefici alla città. La Sagedil ha, infatti, sottoscritto con l’Amministrazione Comunale una convenzione nella quale si esplicita il passaggio della tariffa di conferimento dagli attuali 115 euro/t a soli 60 euro/t. Quindi, l’impianto di compostaggio, oltre a garantire un minore impatto ambientale, consentirà ai cittadini un beneficio economico diretto.

“Basta fare terrorismo psicologico ed allarmismo” ha esordito il sindaco Francesco Miglio, replicando alle critiche mosse nell’ultimo periodo al progetto e preannunciando, a breve, un incontro pubblico con l’intera cittadinanza sul tema. “La situazione – ha spiegato il primo cittadino – è certamente preoccupante, ma non per il nascente impianto, al contrario. Questo territorio rischia a breve una drammatica emergenza rifiuti. Le discariche hanno esaurito il loro tempo. La Regione Puglia ha più volte sollecitato i Comuni più grandi ad adeguarsi alle nuove tecnologie che consentono la chiusura del ciclo dei rifiuti. Gli impianti di compostaggio vanno in questa direzione: trattare la frazione organica per produrre prodotti naturali (il cosiddetto compost di qualità), sempre più utilizzati in agricoltura”.

L’IMPIANTO

L’impianto di compostaggio è un’opera dal valore di 40 milioni di euro, potenzialità di 45 mila tonnellate/anno e gode delle più moderne tecnologie che scongiurano ogni tipo di emissione odorigena grazie ad un particolare processo di trattamento di ultima generazione, che si attuerà completamente in ambienti chiusi mantenuti in depressione, e sorge su un’area industriale, l’ex Safab, naturalmente destinata allo scopo. Per una maggiore sicurezza ed accuratezza, la Sagedil ha portato avanti nel tempo una certosina analisi dei venti nella zona e si è adeguata alle prescrizioni in termini di sicurezza del traffico e alle recenti norme in materia antisismica. I capannoni, all’interno dei quali si svolgeranno le attività, saranno completamente ricostruiti.

“Noi siamo qui non per scappare dal territorio ma per restarci. Perché ci sentiamo parte di questa comunità e ci mettiamo la faccia” ha dichiarato l’ingegner Masciotta, che ha ricordato le “Tantissime persone che hanno lavorato all’ex Safab”. “Ma i tempi cambiano e le necessità del territorio pure – ha continuato – e il nostro lavoro in questi anni è stato capire come ridare vita a quella zona industriale che per decenni ha dato opportunità di lavoro a centinaia di maestranze. L’attuale politica dei rifiuti non è più tollerabile, c’è necessità di implementare la raccolta differenziata e di chiudere il ciclo. Noi lo faremo con questo investimento destinato a lavorare la Forsu dal quale produrremo compost di alta qualità. Abbiamo messo in campo i migliori tecnici e ci siamo adeguati ad ogni prescrizione, prevedendo un controllo delle emissioni odorigene h 24 dell’impianto con eventuale fermo ove dovessero essere sforati parametri già rigidissimi. Tutte le attività verranno effettuate all’interno di capannoni chiusi che ricostruiremo ex novo”. L’Ing. Masciotta si è soffermato poi sul dato occupazionale. “Nella fase di costruzione, collocheremo in attività 50 unità del posto e ne beneficeranno per lo più ditte locali, dalle quali attingeremo per le diverse attività inerenti le opere civili da realizzare, eccetto, ovviamente, per ciò che concerne le macchine di ultima generazione che acquisteremo dalle aziende leader del settore. A regime, che prevediamo nel 2018, lo stabilimento darà invece lavoro continuato a ben 15 unità”.
“Questi impianti sono il futuro – ha concluso il sindaco Miglio-. E a chi ricorda l’investimento già programmato dalla Regione in materia replico che quell’investimento lo abbiamo salvato proprio noi come amministrazione. Le due cose non confliggono. Ovviamente attendiamo i tempi della pubblica amministrazione, che sono lunghi e, pertanto, non compatibili con i tempi del territorio. Peraltro allo stato non c’è un centesimo di quel finanziamento da 2,5 milioni di euro, che per giunta non basterebbe e necessiterebbe di una sinergia pubblico-privato. Basta parole al vento. Lavoriamo nell’interesse della collettività”.

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