Riforme, duello Renzi-Forza Italia sui tempi

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“L’importante è che l’Italicum sia il primo provvedimento all’esame del Senato alla ripresa dei lavori intorno al 7-8 gennaio”. E’ questo il cronoprogramma nelle intenzioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi. L’obiettivo è arrivare a fine gennaio con il testo approvato al Senato e, per la stessa data, che alla Camera vengano approvate le riforme costituzionali in modo che il percorso dei due provvedimenti non interferisca con la convocazione del Parlamento per l’elezione del nuovo Capo dello Stato.

Ma Forza Italia non ci sta. La richiesta, avanzata dal presidente dei deputati Renato Brunetta, nel corso della conferenza dei capigruppo a Montecitorio a cui era presente anche la ministra delle riforme Maria Elena Boschi, è che prima venga giocata la partita che riguarda l’elezione del presidente della Repubblica e poi si passi all’esame del ddl di riforma costituzionale alla Camera.

Richiesta, alla quale la presidenza di Montecitorio ha risposto picche: la questione Colle non verra’ affrontata, finche’, con un passo indietro ufficiale da parte di Giorgio Napolitano, non si porrà in modo esplicito, è il ragionamento fatto nel corso della riunione.

Il Nazareno lascia filtrare una replica molto dura: “Il calendario indicato questa mattina, in occasione della assemblea del gruppo del Pd, per la legge elettorale e’ assolutamente stringente e urgente. Se Forza Italia o altri hanno intenzione di andare per le lunghe o fare melina, deve essere chiaro – sottolineano le stesse fonti – che il Partito Democratico andra’ avanti lo stesso per cambiare la legge elettorale, forte dei numeri e della determinazione riformatrice di cui l’Italia ha bisogno”.  Nel frattempo la conferenza dei capigruppo della Camera ha stabilito che l’esame del ddl riforme riprendera’ l’8 gennaio.

Quanto alle legge elettorale, nella riunione con i senatori Pd, Renzi ha esclusivamente ribadito la propria contrarietà ad inserire nel testo una clausola che condizionerebbe l’entrata in vigore della nuova legge elettorale al varo della riforma sul superamento del bicameralismo all’attenzione di Montecitorio. Per quel che riguarda il lavoro del governo, il presidente del Consiglio ha annunciato che nella seduta del Consiglio dei ministri del 24 dicembre verranno portati i decreti attuativi della delega fiscale e del jobs act, mentre un nuovo decreto legge riguarderà la questione di Ilva, il porto di Taranto e alcune misure culturali della città.

Sui nodi ancora aperti della nuova legge elettorale ormai ribattezzata ‘Italicum 2.0’ (soglia di sbarramento ma anche bilanciamento dei parlamentari eletti con le preferenze rispetto a quelli ‘nominati’ dai partiti) il Pd dovrà confrontarsi soprattutto con gli alleati di Ncd e con la minoranza interna al partito. Sul timing il confronto sarà prevalentemente con Forza Italia, l’altro contraente del Patto del Nazareno.

“Bisogna fare attenzione alla ricaduta delle dimissioni di Napolitano sui tempi delle riforme: alla Camera, inizieremo a discutere in Aula i primi di gennaio e certo non è pensabile che si faccia una corsa contro il tempo per chiudere tutto prima delle dimissioni del Capo dello Stato” ha detto il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera Francesco Paolo Sisto di Forza Italia. “La riforma costituzionale richiede un ampio e approfondito dibattito parlamentare e la dead line per il confronto non può dipendere da un altro evento politico. Entro gennaio è prevista la chiusura del provvedimento, ma non si può nemmeno pensare di parametrare il timing su un giorno preciso di metà mese”.

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Redazione
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