Riforme, minoranza Pd e frondisti Fi tentano di affossare Patto Nazareno

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Governo e maggioranza battuti in commissioni Affari costituzionali alla Camera sulle riforme. Nonostante il parere negativo del governo sono stati approvati due emendamenti identici presentati da Forza Italia, Sel e minoranza Pd, che eliminano la possibilità che il presidente della Repubblica nomini cinque senatori a vita nel futuro Senato non elettivo. “Approvato emendamento che cancella senatori a vita da nuovo Senato. Stavolta minoranza Pd ha votato a favore. Ora voleranno stracci in casa Renzi” scrive su twitter Danilo Toninelli del M5S. Mentre in casa Pd si cerca di ridimensionare il significato politico di quanto accaduto che però lascia trapelare l’ormai consueta (e finora senza conseguenze) fibrillazione della cosiddetta minoranza interna al partito. “In politica – tuona il relatore e capigruppo in I commissione al ddl Riforme, Emanuele Fiano del Pd – all’interno di un partito non si manda mai sotto il governo e il suo capogruppo”.

“Era un emendamento tecnico, non è un voto politico” prova a spiegare l’esponente della minoranza Pd, Alfredo D’Attorre. Ma il voto suona come più che un avvertimento che “sui punti centrali della riforma è la Commissione che deve decidere. C’e’ l’impegno di tutti nel Pd a non toccare i pilastri della riforma, ma deve prevalere la discussione in Commissione”. Che il voto abbia significato politico per entrambi i partiti maggiori lo dimostrano anche le dichiarazioni di Daniele Capezzone che plaude all’approvazione dell’emendamento dello stesso segno proposto da Fi : “Un successo del collega Bianconi e, con lui, degli altri 17 deputati di Forza Italia che avevano (avevamo) firmato l’emendamento soppressivo. La soppressione dei senatori a vita è non solo una buona notizia rispetto ad un istituto di per sé anacronistico, ma è anche il superamento di una situazione anomala nella quale, senza consenso popolare, figure che avrebbero dovuto essere super partes hanno – a volte – giocato un ruolo di parte, determinando la vita politica nazionale al di là delle scelte democratiche degli elettori”. Più esplicito il ‘frondista’ di Forza Italia Bianconi: “Questo patto del Nazareno è la morte della democrazia in Italia”.

Prova ad intestarsi il risultato il leader del Carroccio, Matteo Salvini: “Col voto determinante della Lega, in commissione alla Camera è stata approvata l’abolizione dei senatori a vita. E se si dimettessero anche Monti e compagni non sarebbe male”. Infine il Movimento 5 Stelle. “Dopo giorni di discussioni inutili sulle riforme costituzionali, ecco il colpo di scena. Addio ai senatori a vita. Emendamento approvato grazie al M5s, Lega nord, Sel, minoranze Pd e Fi. Ha votato persino il presidente Francesco Paolo Sisto ma non c’e’ stato modo. La minoranza ha vinto per 2 voti” scrive su Facebook Fabiana Dadone che sottolinea: “Il governo si è dovuto piegare al voto della commissione ed ascoltare i ripetuti richiami al senso di responsabilità fatti dalle minoranze, compresa quella Pd. Un momento storico. Questa è la dimostrazione che le cose buone le votiamo e che se c’è volontà politica tutto si può fare”.

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Redazione
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