Rilancio di Taranto, Morgante: “Passare dagli annunci agli interventi”

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Il rilancio della città di Taranto non può che passare attraverso un piano complessivo che possa toccare le varie, e profonde, criticità della Città dei due Mari: città vecchia, porto, polo museale, palazzo degli uffici, arsenale, ambiente, Ilva… con l’unico sguardo complessivo su quello che può essere un serio rilancio economico del territorio.

La sintesi dei progetti in campo è stata fatta ieri in un Tavolo sull’attuazione del Contratto Istituzionale di Sviluppo è affidata al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,Claudio De Vincenti.

Il processo di avanzamento dei cantieri, come ha spiegato lo stesso De Vincenti “sarà chiaro e trasparente per i cittadini che conosceranno online tutto quello che il tavolo elabora e le decisioni che prende”.

Primo appuntamento sarà a Roma il 21 marzo per la prima relazione del nucleo tecnico.

Ma si rimarrà, ancora una volta, agli annunci o si farà il passaggio cruciale a tanto atteso dalla città, e si partirà con gli atti concreti?

Preoccupazione e stimolo, al tempo stesso, sull’argomento, sono stati espressi in una nota dal consigliere regionale di Area Popolare, Luigi Morgante.

“Le rassicurazioni fornite a Taranto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, intervenuto a una nuova riunione del Tavolo istituzionale nato per seguire le fasi del Contratto di sviluppo e rilancio della città, lasciano ben sperare, in particolare nell’auspicato passaggio dalla fase degli annunci alle azioni e agli interventi concreti. Ma rimangono le questioni aperte dell’Ilva, la cui vendita – evidentemente centrale per l’intera comunità – non può avvenire a scatola chiusa, ma con il coinvolgimento della Regione Puglia e degli enti locali durante le trattative, a garanzia del risanamento ambientale, di un piano industriale solido e competitivo sui mercati internazionali, della salvaguardia dei livelli occupazionali e dell’indotto, e della permanenza e radicamento a Taranto”.

“L’esperienza del passato, remoto e recente, rappresenta una ferita ancora aperta per la comunità e che sarà impossibile rimarginare: per questo il territorio non può essere relegato al ruolo di spettatore, ma merita di essere correttamente informato in ogni delicato passaggio. Parallelamente, annunciare la marcata volontà di investire in cultura e depotenziare la Soprintendenza continua ad apparirmi un ossimoro, nonostante le rassicurazioni sul personale. Continuo così a ritenere la scelta del Ministro Franceschini un errore, e spero venga corretta per rispetto alla storia e all’identità stessa di una città e una provincia idealmente rappresentate proprio da quel simbolo svilito da un accorpamento e ridimensionamento incomprensibile”.

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