Il professor Antonio Maria Rinaldi: “La Sovranità Nazionale salverà l’Europa”

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Il professor Antonio Maria Rinaldi segretario di Alternativa per l’Italia, laureatosi negli anni ’70 ha avuto molti incarichi in seno a banche italiane, in Borsa e nella Consob. Direttore generale della Sofid (capogruppo finanziaria dell’Eni), oggi esercita la libera professione e insegna Economia Politica presso la Link Campus University di Roma, oltre ad essere docente di Finanza Aziendale presso l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara.

Da sempre critico sul costrutto della moneta unica, ha pubblicato libri e firmato il Manifesto di Solidarietà Europea per il ritorno concordato alle valute nazionali. Oggi lo abbiamo intervistato per voi…

Professore, Marine Le Pen ha perso in Francia, la May ha cercato disperatamente le elezioni per un mandato forte sulla Brexit, ma poi è stata presa a schiaffi. Non è che il fronte “no euro” si stia squagliando?

Paradossalmente il risultato nei due Paesi è contradditorio, ma questo perché i sistemi elettorali e politici, sono profondamente diversi. In Francia Macron è stato il grande vincitore ed è stato fatto passare come il Salvatore della Patria con il 32% , conquistando la maggioranza assoluta dei seggi; Invece Theresa May con il 42,5% è stata “perdente” e non ha la maggioranza assoluta. Quindi per l’appunto, i due sistemi elettorali diversi hanno avuto una chiave di lettura della realtà diversa, se Macron si fosse candidato in Inghilterra avrebbe straperso e la May in Francia coi medesimi risultati, stravinto. Questo va chiarito.

La May ha pagato sicuramente un prezzo, perché in principio era stata moderata nei confronti della Brexit, quindi è stata punita per non avere avuto il polso duro sulle trattative. Vedremo cosa succederà…

In Italia il M5S è ondivago sulla moneta unica, Salvini recentemente ha proposto di dare “un’ultima chance all’Europa prima di abbandonarla”, e forse sotto sotto a dare le carte è ancora Silvio Berlusconi. Tutta retorica o è ottimista?

Io penso che il Movimento 5 Stelle in questo momento abbia una doppia anima, ci sono i vertici e c’è la base, quest’ultima è a favore dell’uscita dalla moneta unica e dalla stessa Unione Europea, i vertici invece sono piuttosto altalenanti. Devo essere molto sincero, io sono rimasto basito quando a Gennaio hanno accettato la proposta di entrare nel gruppo parlamentare dell’ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa, con cui Grillo tentò di apparentarsi, ndr), che sono la quintessenza di questa Unione Europea. E attenzione con le parole, un conto è l’Europa un altro l’Unione Europea. L’Unione è figlia di un trattato, l’Europa è un concetto che va ben oltre, l’abilità di coloro che stanno a Bruxelles è quella di aver sovrapposto i termini confondendo le due cose.

Ritornando al dunque, queste due anime dei Cinque Stelle fan sì che ci siano ritorni di fiamma, ricordiamo l’enfasi sul Referendum per l’uscita dalla moneta unica poi naufragato, non mi meraviglio se ogni tanto torni di moda.

Lei però inizialmente dava molto sostegno a Beppe Grillo

No, io sono per tutti colori i quali senza se e senza ma, sono per l’uscita dall’euro e dall’Unione Europea. Al punto tale che sono stato assieme a Borghi e Bagnai anni fa al famoso avvio della campagna “no euro” della Lega. Sono stato sempre chiamato da Fratelli d’Italia, addirittura dal Partito Comunista, alcune tematiche ormai sono trasversali e quindi non hanno più paternità politica. Siamo tutti dalla stessa parte della barricata per ridare dignità a questo Paese, fu famosa la mia frase al convegno della Lega: “Sono venuto da Roma per dire che la casa brucia e non è importante chi porti i secchi d’acqua, l’importante è che il fuoco si spenga.”

Nel momento in cui i 5stelle mi davano spazio e mi invitavano nei loro convegni e Meetup per parlare di queste cose, ci andavo ben volentieri, quando questo non è più avvenuto non l’ho fatto.

Salvini invece, in questo momento da politico ha da imbastire delle alleanze per i ballottaggi delle Amministrative e le Politiche, quindi alcune dichiarazioni sono in funzione di questo. La mia garanzia nella Lega si chiama Claudio Borghi, so benissimo come la pensa ed il discorso che porta avanti, questa per me ripeto è la massima garanzia.

Si calcola che nel giro di due generazioni, la casa di proprietà venga pagata esattamente il doppio del costo d’acquisto a causa delle imposte, però siamo qui ancora a parlare di IMU sulla prima abitazione. Perché a Bruxelles ipotecano i nostri beni? Lo fanno per il nostro bilancio, o per il loro?

Lo fanno solo ed esclusivamente per loro. Perché effettivamente la tassazione deve essere sul reddito, non sul patrimonio. Tenendo conto del fatto che le famiglie italiane a livello mondiale detengono la percentuale più alta di case abitative di proprietà, per l’80% contro il 55% dei francesi ed il 43% dei tedeschi, rappresenta una bella mucca da mungere. E si sono create condizioni per cui gli italiani per poter conservare la loro casa si dovranno indebitare, che il più delle volte è ereditata dal padre, dal nonno, sono tradizioni che si vanno ad infrangere.

Mi sembra oltremodo pazzesco dovere ancora pagare imposte, su proprietà per cui sotto i più variegati nomi abbiamo già pagato un sacco di balzelli. Sdoppiano le tasse ne confondono i nomi e poi a conti fatti si va a pagare sempre più della tassazione precedente.

Lei ha una stretta amicizia con Nigel Farage, leader dell’UKIP, è pur vero però che sull’orlo di cambiare il Mondo, ha ritirato sé stesso e il movimento dalle scene che contano. Come mai?

Farage ha fatto la sua campagna per uscire dall’Unione Europea e ci è riuscito perfettamente assieme a Boris Johnson (esponente del Partito Conservatore, ex Sindaco di Londra, attuale Segretario di Stato per gli affari esteri, ndr). Logicamente ottenuto l’obiettivo lui si è ritirato, però non significa che non lavori affinché la Brexit avvenga nell’interesse del suo Paese.

Ricordiamoci che negli anni passati Nigel Farage ha difeso i Paesi sotto schiaffo dell’Unione Europea in maniera encomiabile, per la Grecia, l’Italia, Cipro. Cosa che nessun politico nazionale ha fatto, magari avercelo in squadra noi Nigel Farage nello Stivale.

Come mai non ha seguito come leader la fase post Brexit?

Perché lui è riuscito nell’intento, e attenzione, siamo certi che in futuro sia lui che Johnson tornino attivamente nel Governo per poter poi dopo gestire la Brexit. Ai più attenti non è sfuggito il fatto che Boris sia stato indicato come potenziale Premier, proprio nei giorni scorsi, ed è possibile che se la May non riesca, sia lui incaricato a formare il nuovo Governo.

Esiste negli altri Paesi una consuetudine che noi non abbiamo, fare un passo indietro per poi poterne fare uno più ampio dopo. Farage lo apprezzo moltissimo perché fa gli interessi degli inglesi, non i suoi personali, e non è attaccato con la colla alla poltrona. Dovrebbe essere così per tutti i politici, ma evidentemente è un concetto troppo difficile.

Quale la strada da seguire in futuro? Come bisogna muoversi adesso tra le sacche dell’UE? Vede qualche scenario possibile?

Io ho una personale teoria, anzitutto il dibattito si è aperto. Quello che si può dire ora, certamente non era possibile anni fa. Ciò che qualche anno fa era tabù affermare sulla moneta unica e sull’Unione, oggi si può dire, a prescindere che uno sia d’accordo o meno.

E sono altresì convinto che in Italia sarà difficile, anche a causa della campagna mediatica, trovare una maggioranza compatta che decida di uscire dall’euro. Però è anche vero che al 99,9% è lo stesso euro, la stessa Unione Europea, lo stesso costrutto, che crolleranno. La mia domanda è, e questo è il punto focale, chi sarà chiamato a gestire tutto ciò? Se dovesse abbattersi una crisi finanziaria peggiore di quella che ci investì nel 2008, se il sistema mondiale finanziario che fa perno sugli interessi francesi e tedeschi dovesse crollare, chi chiamiamo a gestire l’emergenza?

Il ritorno alle Sovranità Nazionali, lo gestirà Prodi? Letta? Monti? Chiediamo consiglio a Napolitano? Queste persone non le vogliamo vedere neanche da lontano, abbiamo bisogno di una classe politica capace di gestire un vero piano strategico Nazionale.

Lei è fiducioso che si stia creando una classe dirigente capace?

Di una cosa sono certo, in Italia ci sono persone capaci ed in gamba in tutti i campi, il fatto che non abbiano visibilità politica non aiuta, però una classe politica consapevole dovrebbe chiamare queste “riserve della Repubblica”, preparate e qualificate, e metterle a disposizione del Paese. Quando saremo nel pericolo supremo, abbiamo le risorse necessarie per uscire dal pantano.

Noi abbiamo un obbligo nei confronti dei nostri padri, ed è quello di lasciare ai nostri figli un Paese libero, così come ce lo hanno consegnato.

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