Rocco Papaleo e il Sud dal sapore di pane e frittata

1

E se vai a cercar fortuna in America, ti accorgi che l’America sta qua. Chissà se Rocco Papaleo si è lasciato ispirare da questo verso del Re del nazional-popolare all’italiana Toto Cotugno. Sicuramente “l’America” ribolle nella Basilicata dell’attore originario di Lauria, e per una sera il piccolo “bagaglio della Puglia” – come Paolo Sassanelli, amico e collega di Papaleo sin dai tempi di “Classe di ferro”, apostrofa la Lucania – sintetizza il sogno possibile dell’intero Mezzogiorno d’Italia: un piccolo assaggio di quanto accadrà nel 2019, con Matera capitale europea per la cultura a rappresentare una storia, una regione, un territorio.

Tu non conosci il Sud, momento di riflessione sulla questione meridionale andato in scena nei teatri e nell’Università di Bari martedì 25 e mercoledì 26 novembre scorsi, rimanda ad una lirica del poeta barese Vittorio Bodini: c’è dell’altro al di sotto di Roma, oltre al cupo Gomorra di Roberto Saviano ed alla festosa liturgia della taranta salentina. Il Sud è una quotidianità fatta di stazioni fantasma, lunghe camminate, pane e frittata, come raccontano i monologhi di Rocco Papaleo. Un’identità fiera, forte, che non si limita a scimmiottare immagini e suoni lontani: come il panino della nonna sponzato dalla frittata, il Sud mescola tradizione ed echi dal futuro in maniera originale e mai scontata, “sino a non distinguere più qual è il pane e qual è la frittata”.

La carriera di Rocco Papaleo, riassunta nella Piccola impresa meridionale andata in scena mercoledì 26 novembre allo Showville di Bari, ruota attorno alla rivisitazione in salsa lucana del sogno americano: si allontana dai giacimenti di petrolio della Val d’Agri per abbracciare lo swing, il jazz e quella Basilicata on my mind che strizza l’occhio alla Georgia reinterpretata da Ray Charles, con una “sponzata” di Carlo Levi e Cristo s’è fermato ad Eboli; c’è Basilicata Coast to Coast, che trasforma la strada statale 653 della Valle del Sinni nella mitica Route 66; ci sono le camminate fra i calanchi che non sfigurano dinanzi al Grand Canyon, e le canzoni di Frank Sinatra, che si liberano dai solchi dei vecchi dischi per mimetizzarsi in un ricordo, fra il papà canterino di domenica mattina e la mamma intenta a prepara da mangiare. Non c’è bisogno di guardare lontano: la nostra America è davvero a pochi passi da noi.

Condividi
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

1 commento

  1. Complimenti soprattutto al geniale Oscar Iarussi, “deus ex machina” dell’intera manifestazione e intellettuale vero. La sua proposta libera il Sud dagli stereotipi che lo hanno storicamente “sequestrato” e che, anche quando sono astrattamente positivi, nella sostanza continuano a danneggiarlo.

Commenta l'articolo