Rosina, la Russia e San Nicola: Bari ti ama, la Serie A ti chiama

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Alessandro Rosina, in arte Rosinaldo: oggi a Bari, una carriera fra Serie A, Nazionale e Champions League. Uno di quelli per cui diresti la classica frase “poteva fare di più…”, in realtà ha fatto tanto. Magari non proprio tutto quello che ci si aspettava da uno che nel pieno della maturità e dopo tre anni magici a Torino sbarcava in Russia, in un campionato in grande ascesa ed in una delle squadre più in voga e ricchi e in Europa come lo Zenit. Arriverà il trionfo in campionato, il debutto in Champions League la chiamata in azzurro con Donadoni, appena 3 minuti ma sufficienti ad entrare nella ristretta cerchia di chi quella leggendaria maglia l’ha indossata.

Ovunque è andato ha fatto grandissime cose, tornato in Italia ha vestito la maglia del Siena per due ottime stagioni fra A e B, dove poi è rimasto a Catania in una stagione positiva per lui ma nera per la società rossoblù, avvolta da oscure vicende. Rosina non è però uno che fatica a trovare squadre, anche piuttosto importanti: a bussare alla sua porta è ancora una volta la Serie B, ma una piazza enorme ed ambiziosa come quella barese. Lui accetterà, rifiutando anche proposte più remunerative, sarà un matrimonio splendido nonostante alla fine la delusione sarà enorme. 12 gol stagionali, in doppia cifra anche negli assist in oltre 40 partite giocate: ha portato il Bari ai playoff, fino alla maledetta sfida del San Nicola contro il Novara.

Eppure anche lì Rosinaldo stava per compiere il miracolo, in un ponte mistico fra Russia e capoluogo pugliese, con un Santo Patrono in comune: dallo 0-3 di svantaggio una doppietta dell’ex Toro riporta incredibilmente il risultato sul 3-3, fino alla quarta e decisiva rete nei supplementari del Novara.

La splendida stagione disputata da Rosina gli è valsa la seconda piazza nella speciale classifica stilata da Sports Bwin sui migliori giocatori del campionato cadetto, che ha visto trionfare il giocatore del PescaraValerio Verre, autentico trascinatore dei biancocelesti nei playoff che gli sono valsi la promozione in Serie A.

Per Rosina, le prossime settimane saranno decisive per scacciare via gli ultimi dubbi sulla sua permanenza in terra pugliese, soprattutto a causa del possibile passaggio di consegne tra Paparesta e il magnate malese Datò Noordin Ahmad. Il progetto è però ambizioso, lui è la chioccia ed il talento attorno al quale può stringersi l’intera rosa: perché quella Serie A può ancora viverla e riabbracciarla.

Con la maglia del Bari, il n.10 sulle spalle.

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