Valenzano, una #rotatoriacherigenera critiche

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Nel bene o nel male, purché se ne parli. Essere sulla bocca di tutti è forse fra le più grandi aspirazioni di ogni artista. Se il significato di un’opera si trasforma in oggetto di dibattito, poco importa se incassa consensi o è ricoperto da insulti: il messaggio veicolato dall’installazione artistica viaggerà discorso in discorso, di commento in commento, di dileggio in dileggio.

Succede a Valenzano: il maestro Tonio Specchia adotta 4 delle rotatorie che governano la circonvallazione del paese. Per quella realizzata nell’intersezione fra circonvallazione e via Capurso progetta e realizza un’opera con oltre dieci mila bottiglie di birra riciclate, con il sotegno di alcuni sponsor trovati nei paesi limitrofi: Valenzano, Capurso, Adelfia e Carbonara di Bari. L’installazione viene inaugurata e che succede? Da più parti fioccano critiche feroci su gusto estetico, sicurezza e legalità dell’opera.

“L’opera nasce da uno spunto ambientale – racconta Davide Specchia, figlio del maestro Tonio e coautore dell’opera contestata (in foto) – Durante una passeggiata in bici, io e mio padre ci siamo resi conto di quante bottiglie vuote vengono quotidianamente gettate per strada”. Dall’osservazione arriva l’ispirazione, ovvero realizzare qualcosa che ammonisca questo continuo spreco: “Abbiamo reperito da bar e ristoranti di Valenzano più di 15 mila bottiglie per rigenerare la rotaria – spiega Davide – Ci sono comunità, come quella di Arcosanti in Arizona, dove intere generazioni di architetti hanno sperimentato il riciclo dei materiali di scarto nell’arredo urbano e nell’edilizia sostenibile. Perché non da noi?”.

Incompresa. Le intenzioni degli artisti non hanno trovato facile terreno fra i valenzanesi. Basta postare una foto della rotonda su Facebook per essere letteralmente assaliti da commenti che descrivono l’opera come inutile, illegale, pericolosa per l’incolumità di automobilisti e affini e, soprattutto, esteticamente sgradevole.

Le critiche. In tanti si chiedono se la realizzazione non sia stata uno spreco di denaro pubblico che poteva essere investito in un’aiuola. Altri sottolineano come la presenza dei marchi degli sponsor intorno all’opera contraddica il codice della strada. Dubbi anche sui materiali utilizzati: vetro e cemento non potrebbero essere pericolosi in caso di collisione?

“Non abbiamo la presunzione di piacere a tutti – commenta Davide – Siamo degli artisti, e solo come tali ci siamo proposti all’Ammimistrazione di Valenzano per adottare 4 rotatorie e abbellirle”. Costo per l’Amministrazione Comunale? “Zero. Tutti i fondi sono stati raccolti dagli sponsor che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera”. E a chi ritiene illegale la presenza della pubblicità come corredo dell’installazione, Davide fa notare che “basta osservare quanto accade in altri Comuni per notare come gli sponsor siano sempre ben visibili in tutte le rotatorie adottate e curate da privati. Inoltre – prosegue – nel nostro caso abbiamo volutamente eliminato ogni riferimento identitario a ciascuno sponsor, riportando solo il nome, affinchè la loro presenza venga recepita come supporto all’opera e non il contrario”.

Anche la sicurezza stradale non è messa a repentaglio dall’installazione: “Il muretto che sostiene le bottiglie è stato realizzato in malta – precisa Davide – e non in cemento, come si sente dire in giro”. ” A luglio – racconta – una macchina ha perso il controllo e ha urtato l’opera. Non è accaduto nulla perché la malta, composta in maggiorparte da sabbia, permette al muretto di assorbire la forza cinetica dell’urto”.

L’ultimo pensiero va a chi non traduce le crtitiche in qualcosa di concreto e tangibile. “Invitiamo queste persone a fare come noi – conclude Davide -Possono tranquillamente adoperarsi nell’adottare le rotatorie ancora spoglie e non assegnate e realizzare qualcosa, invece di restare immobili e criticare. Così facendo, dimostrano di essere persone miopi, grazie alle quali paesi come Valenzano non crescono”.

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Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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