Salute: Puglia in prima linea nella lotta ai tumori del sangue

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Tanti problemi, ma anche tante eccellenze. La sanità in Puglia si potrebbe riassumere in queste poche parole. Ma oggi affrontiamo un tema molto importante, e dove in Puglia ci sono tecnologie avanzate e ricercatori in grado di porsi con fiducia di fronte a difficili sfide.

In Puglia si aprono nuove prospettive di cura per i pazienti con leucemia linfatica cronicail tumore del sangue più frequente; su questo tema l’Ematologia del Policlinico di Bari si conferma in prima linea nel fronteggiare la sfida dei tumori del sangue caratterizzati da un’incidenza in ascesa vertiginosa nella terza età.

“L’Ematologia del Policlinico di Bari dispone di ematologi specializzati nella diagnosi e nelle terapie innovative delle malattie del sangue e quindi anche della leucemia linfatica cronica per cui è Centro di riferimento – dichiara la prof.ssa Giorgina Specchia, Direttore UO di Ematologia con Trapianto Universitaria, Azienda Ospedaliera Policlinico Consorziale di Bari – Il Centro è collegato, attraverso la Rete Ematologica Pugliese, con i reparti di Ematologia degli ospedali della regione con l’obiettivo di condividere e  garantire ai pazienti i migliori percorsi diagnostico-terapeutici insieme alle terapie più innovative. Stiamo conducendo inoltre un’intensa attività̀ di ricerca in campo biomedico con oltre 20 protocolli terapeutici-sperimentali che rappresentano nuove modalità di cura. Ad esempio, in onco-ematologia oggi è possibile offrire a ciascun paziente terapie sempre più mirate e appropriate a partire dalle caratteristiche genomiche del suo tumore; tra queste sono comprese anche le nuove molecole farmacologiche in grado di attivare la morte programmata delle cellule tumorali nei pazienti con leucemia linfatica cronica”.

La leucemia linfatica cronica, che in Italia ogni anno registra circa 3.000 nuove diagnosi, è una malattia tumorale cronica che colpisce il midollo osseo e il sangue. Rappresenta il tipo più comune di leucemia negli adulti con un picco dell’incidenza nelle persone di età più avanzata. In alcuni pazienti la prognosi può essere particolarmente sfavorevole. L’ematologia italiana è fra le prime al mondo nella cura delle leucemie e linfomi e l’Unità Operativa di Ematologia di Bari rappresenta, sul territorio regionale, un esempio unico di integrazione tra Ricerca, Diagnostica Avanzata e Clinica.

“Oggi in Italia disponiamo di un nuovo farmaco ‘intelligente’ per la cura di pazienti con leucemia linfatica cronica, il venetoclax, recentemente approvato dall’Aifa – afferma la prof.ssa Specchia – Si tratta del primo di una nuova classe di farmaci in grado di attivare la morte programmata delle cellule tumorali nei pazienti affetti da leucemia linfatica cronica. I risultati stanno dimostrando che questa nuova terapia orale è in grado di offrire tassi importanti di risposta globale anche in pazienti con quadri clinici difficili da trattare. Il venetoclax rappresenta una nuova forma di trattamento che, nei pazienti identificati con criteri di appropriatezza, potrebbe permettere di ottenere importanti remissioni complete con livelli di malattia residua non rilevabili con le tecnologie diagnostiche oggi disponibili. Per questi pazienti oggi, una volta ottenuta una riposta duratura con il venetoclax, si può ragionevolmente ipotizzare di interrompere la terapia, mentre finora le cure prescritte erano a vita.”

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