Sanità, Operatori a rischio nei centri diurni della Asl di Lecce

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Dal prossimo primo gennaio 23 operatori rischiano di non ottenere il rinnovo del contratto di collaborazione dopo la paventata ipotesi della direzione generale della Asl di Lecce di interrompere queste prestazioni che, da anni, sono utilissime nei piani terapeutici dei centri diurni di riabilitazione psicosociale”.

Lo dichiara in un’interrogazione urgente rivolta al presidente della Regione e assessore alla Salute Michele Emiliano, il presidente de La Puglia con Emiliano, Paolo Pellegrino.

“Nella Asl di Lecce – spiega Pellegrino – operano sette Centri diurni con un bacino assistenziale di circa 120 utenti. Queste strutture da oltre 20 anni si sono caratterizzate, dal punto di vista assistenziale e terapeutico ed in piena sintonia con la specifica attività sanitaria e con la L.R. 152 del 29.11.2002, anche e soprattutto attraverso l’attivazione di laboratori che consentono la diretta partecipazione attiva degli stessi utenti”.

“Rinunciare a 23 unità lavorative, alla luce di un’ispezione ministeriale che avrebbe rilevato l’irritualità dei rinnovi dei rapporti convenzionali con gli operatori esperti – sottolinea Pellegrino – è inaccettabile per la deprecabile e negativa ricaduta, non solo su questi lavoratori, ma soprattutto sulla attività assistenziale e dunque sul percorso terapeutico in corso, in riferimento anche alla dovuta garanzia dei livelli essenziali di assistenza riabilitativa. Senza dimenticare l’aspetto più umano: i rapporti interpersonali tra pazienti ed operatori che vengono vissuti e considerati dai primi, dopo il tanto tempo trascorso insieme all’interno della attività di laboratorio, come delle persone di famiglia”.

“Fatte queste premesse – aggiunge Pellegrino – occorre necessariamente da parte della Regione Puglia un intervento improcrastinabile e decisivo entro il termine di vigenza dei contratti di collaborazione, cioè alla data del 31 dicembre, al fine di scongiurare l’interruzione dei piani terapeutici (impensabili senza la partecipazione degli attuali operatori per i profili di continuità assistenziale già evidenziati) attivando procedure contrattuali che consentano di coniugare la richiamata continuità assistenziale per il perseguimento degli obiettivi riabilitativi con la partecipazione degli stessi operatori oggi attivi”.

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