Sanità: il teatrino dell’assurdo di Vendola (ma anche del Pd)

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Palazzo della presidenza della Giunta regionale

Se lo dice Pino Romano, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, perchè non dovremmo dargli credito? In Puglia siamo al teatro dell’assurdo. Il Pd, partito di maggioranza relativa e colonna portante della Giunta di Nichi Vendola, attualmente titolare dell’assessorato alla Sanità con Donato Pentassuglia, e prima di lui con Elena Gentile, accusano la Giunta (che sostengono e di cui fanno parte) di voler chiudere ospedali pugliesi senza consultare i propri rappresentanti a livello regionale (ovvero loro stessi).

“Siamo al teatro dell’assurdo: Vendola e Stefàno vanno in giro per la Puglia a dire che, se alle prossime regionali vincerà il Pd, Renzi procederà con tagli che faranno saltare il nostro sistema socio-sanitario. Intanto, in Puglia, Vendola mette a punto una riorganizzazione della rete emergenza-urgenza stabilendo non solo la chiusura di pronto soccorso strategici, ma rendendo quest’ultima propedeutica alla chiusura degli stessi ospedali”.

“Vorrei far notare a Vendola e a Stefano – sottolinea Romano – i quali chiedono al Pd di parlare la stessa lingua a Bari e a Roma, che siano loro i primi a parlare la stessa lingua di fronte ai pugliesi e, nel caso di Vendola, anche in Giunta dove si approvano provvedimenti con un forte impatto sulla salute dei cittadini, senza neppure consultare i loro rappresentanti a livello regionale: i consiglieri”.

A noi resta la perplessità, però, di un partito che per parlare con il proprio assessore è costretto a parlare contro il proprio presidente di Giunta. Ci chiediamo: ma Pentassuglia conta qualcosa nelle scelte che si fanno al Lungomare di Bari o no? E Pentassuglia è organico o no al gruppo consiliare del Pd di cui è presidente Romano?

“Siamo d’accordo sulla necessità di una riorganizzazione della rete emergenza-urgenza, ma affinché questa sia migliorativa e, soprattutto, tenga conto di criteri che siano applicati alla stessa maniera in tutta la Puglia e che non salvaguardino solo alcuni territori”.

“Il pronto soccorso – aggiunge il capogruppo Pd – è il primo presidio per salvare vite in pericolo e prevedere la chiusura di pronto soccorso costringerà moltissimi cittadini a fare la trottola tra ospedali. Infatti, ricordiamo brevemente che laddove verranno chiusi i pronto soccorso, verrà istituito un punto di primo intervento che non potrà accettare ricoveri. Quindi il paziente che ne avesse bisogno, dovrà passare dal punto di primo intervento all’ospedale dove c’è ancora il pronto soccorso, perfezionare la pratica di accettazione e poi tornare all’ospedale di primo intervento. Affollando ulteriormente, nel frattempo, le strutture dove rimarranno i pronto soccorso. Inoltre, il dubbio è che quegli ospedali non si potranno più fare ricoveri, siano destinati alla chiusura. Vendola dice che non gliene ‘frega niente della polemica politica’. E neanche a noi”.

“Infatti la richiesta di migliorare questa riorganizzazione, motivo per cui il Pd presenterà degli emendamenti – conclude Romano – non ha a che fare con la diatriba politica ma con la futura serenità dei pugliesi”.

Che, però, sia anche l’occasione per fare un po’ di campagna elettorale per le primarie? Accostare da una parte Vendola e Stefàno (suo candidato per le primarie del centrosinistra) significa, infatti, alzare uno steccato, questo si politico, tra le due principali anime della maggioranza regionale, in vista dell’appuntamento elettorale. Anche nascondendo dietro una abile retorica la propria organica appartenenza alla maggioranza.

Emendamenti? Ben vengano, se migliorativi. Ma il teatrino delle marionette e dell’assurdo, per favore, risparmiamocelo.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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