Scuola. Conciliazione? In Puglia su 1000 domande solo in 55 torneranno a casa

0

“E’ una colossale presa in giro, che i lavoratori del sistema scolastico non meritano di subire. Forse alla politica andrebbe ricordato che se la scuola è riuscita a non affondare, fino ad ora, è merito esclusivo del senso del dovere di tanti docenti, addetti del personale Ata e dirigenti scolastici, che pure in condizioni assurde (mancanza di fondi anche per il materiale didattico, classi pollaio, edifici pericolanti o comunque inadatti, scarsezza di personale e chi più ne ha più ne metta) hanno continuato a garantire un servizio vitale per la comunità”.

Gianni Verga, Segretario generale della UIL Scuola Puglia, torna a parlare della situazione dei docenti pugliesi e si esprime con amarezza nei confronti delle politiche governative dopo la pubblicazione degli esiti della istanze di conciliazione dei docenti trasferiti al Nord in seguito ai risultati partoriti dall’algoritmo del MISE.

“I dati fanno cadere le braccia: in Puglia e per la Puglia sono state presentate oltre 1.000 istanze di tentativi di conciliazione, di queste solo 519 sono state prese in considerazione e 148 accettate. Ebbene, i docenti della scuola primaria che potranno tornare in Puglia saranno solo 30. Gli altri 118 che hanno avuto il ‘privilegio’ di veder accolta la propria richiesta di conciliazione saranno trasferiti solo di qualche chilometro. Oltre al danno, quindi, la beffa di dover ricominciare a trovare casa, a organizzare la propria vita senza la possibilità di essere vicino ai propri affetti. Un danno non solo morale, ma soprattutto economico, per tante famiglie pugliesi, che così subiscono l’ennesima, inaccettabile umiliazione da parte di un Ministero e di un Governo che si celano dietro un non ben definito algoritmo per fare il bello e il cattivo tempo gravando sulle tasche dei lavoratori. Inoltre, pare che tra gli istanti, il Ministero abbia inserito docenti che in realtà non avevano presentato l’istanza, il che suona come la classica pezza che è addirittura peggio del buco”.

“Peraltro, la maggior parte delle istanze di conciliazione – prosegue Verga – finiranno nelle aule dei Tribunali. Inoltre, per non aver rifatto subito le operazioni sbagliate, come avviene in qualsiasi Paese civile fondato sulla certezza del diritto, tutte le situazioni che si andranno a risolvere da questo momento in poi avranno sempre dei contro interessati. Ciò significa altri costi legali a danno della comunità: ma chi se ne importa, finché paga Pantalone. Il tutto per mera testardaggine e beghe politiche che nulla hanno a che fare con il bene della scuola, dei lavoratori, degli studenti e delle loro famiglie”.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.