Senato, Pietro Grasso lascia il Pd. Emiliano: “un grande dolore”

0

Nel giorno in cui il Governo ha incassato la fiducia del Senato ed ha varato la nuova legge elettorale arriva una tegola per la principale colonna che sostiene Paolo Gentiloni, il Partito Democratico. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha rassegnato le dimissioni dal Gruppo del Partito Democratico e, ai sensi del regolamento, sarà iscritto d’ufficio al Gruppo Misto del Senato.

Ma il suo occhiolino alla sinistra del Pd, in maniera particolare ad Mdp appare evidente. Alla fine di settembre, parlando a Napoli alla kermesse di Mdp, il movimento nato dalla scissione del Partito democratico, Grasso aveva detto di sentirsi “un ragazzo di sinistra”, pur rimanendo super partes per via del suo ruolo istituzionale.

Una fonte interna a Mdp nega che a oggi ci siano stati contatti per stabilire un rapporto politico più stretto con l‘ex procuratore nazionale antimafia.

Dalla Puglia arriva il commento di Michele Emiliano, esponente del Pd da sempre critico con le posizioni di Matteo Renzi.

“Ho appreso con grande dolore – dice Emiliano – della decisione del presidente del Senato Pietro Grasso di abbandonare il gruppo parlamentare del Partito Democratico. Se un uomo della storia e delle qualità civili, professionali e politiche di Pietro Grasso lascia il nostro partito, l’evento non può passare nell’indifferenza degli attuali dirigenti del Pd. La sobrietà e il silenzio che hanno circondato la decisione della seconda carica dello Stato non possono essere il pretesto per non avviare una riflessione capace di invertire l’evidente disagio di tutti i militanti e gli iscritti che avevano accolto con orgoglio il presidente Grasso nelle fila del partito”.

“Dalle prime rassegnate dichiarazioni dei dirigenti del Pd emerge chiaramente la sottovalutazione dell’importanza del gesto politico del presidente del Senato e delle conseguenze del suo gesto. Si apre così a partire da oggi una fase nella quale non sarà più possibile per nessuno prendere decisioni, come quella di porre la fiducia sulla legge elettorale, senza il coinvolgimento ed il consenso di tutto il partito, che o torna ad essere una comunità oppure andrà incontro a un inevitabile disfacimento”.

Appare evidente dove sia il nodo politico della questione e quali siano le motivazioni che hanno portato a questo divorzio.

Commenta l'articolo

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.