Separazioni: chi tutela i minori? La preoccupazione di psicologi e assistenti sociali pugliesi

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Nella Giornata Internazionale per i diritti dell’Infanzia – occasione di celebrazione dei diritti dei minori – Ordine degli Psicologi della Puglia e Ordine Regionale degli Assistenti Sociali chiedono congiuntamente al Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Puglia di attivare urgentemente ogni canale politico e istituzionale, nell’ambito delle sue specifiche competenze, per individuare e garantire sull’intero territorio regionale (in ogni circondario giudiziario) adeguate soluzioni che consentano l’esercizio della tutela istituzionale dei bambini e degli adolescenti attraverso l’intervento della rete dei servizi sociosanitari.

A preoccupare sono gli effetti dell’entrata in vigore della Legge 219/2012 che, nel caso in cui siano in corso procedimenti di separazione sposta le competenze relative agli interventi sulla potestà genitoriale dal Tribunale per i Minorenni al Tribunale Ordinario.

“In considerazione del mancato coordinamento tra i due Tribunali – denunciano Antonio Di Gioia (nella foto) Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Puglia e Giuseppe De Robertis Presidente dell’Ordine Regionale degli Assistenti Sociali – si è determina un’area di ingiustificabile ed inammissibile mancata tutela istituzionale dei soggetti fragili, in quanto i servizi sociali e socio sanitari del territorio non hanno più alcuna possibilità di intervenire a tutela degli stessi minori”.

Di Gioia e De Robertis mettono in evidenza che l’impostazione dettata dalle nuove disposizione normative ha sostanzialmente azzerato il principio dell’interesse prevalente del minore, salvaguardato dalla prassi – consolidata in decenni di attività – introdotta dal Tribunale per i Minorenni in stretta cooperazione e sinergia con la rete dei Servizi sociali e socio sanitari (Comuni, Consultori Familiari, Agenzie di Terzo Settore, ecc.) per promuovere un’azione giudiziaria centrata sugli adulti (genitori), spesso in stato di forte conflittualità.

“Considerato l’elevato numero di separazioni conflittuali, che originano maltrattamenti e violenza assistita, i bambini e gli adolescenti – sostiene Di Gioia – restano esposti a gravi pregiudizi, che concretizzano fattori di rischio per lo sviluppo psichico e la formazione della personalità, anche per i tempi insopportabilmente lunghi del Giudice Ordinario, rispetto a quelli del Tribunale per i Minorenni (Giudice specializzato)”. Alcuni tribunali Ordinari – aggiunge De Robertis – ignorano l’esistenza della rete dei Servizi e l’attività di tutela da essa svolta a fronte della consolidata tradizione di cooperazione attiva fra Tribunali per i Minorenni e Servizi Locali, in funzione preventiva di situazioni di rischio di abbandono o di presa in carico di casi di abuso a danno di bambini ed adolescenti”.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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