Sgagliozze a colazione. L’alba di San Nicola a Bari vecchia

0

Da Piazza del Ferrarese alla Corte del Catapano è un continuo via vai di gente. C’è chi consuma sgagliozze appena tolte dall’olio caldo, preparate da una signora barivecchiana in barba a qualunque normativa igienico-sanitaria. C’è chi si mette in fila per addentare uno stezzo di focaccia appena sfornato, chi sorseggia una cioccolata calda come tradizione impone, chi non rinuncia al selfie di rito per poter dire “io c’ero” sui social.

La calca e l’oscurità sono tipiche di una normale serata della movida barese. Eppure, gli orologi segnano le 5 del mattino: quella folla è lì riunita per un signore barbuto, dalla pelle scura, premuroso verso le zitelle senza dote. Quella fiumana di gente che si riversa fra i vicoli del centro storico di Bari è lì per San Nicola.

Sacro e popolare. Mani unte dall’olio che cola abbondante da sgagliozze e focacce. mani che pregano durante le messe alle luci dell’alba nella brulicante Basilica di San Nicola, mani che portano una fiaccola in uno dei tre cortei che quest’anno hanno sfilato lungo le vie della città – con partenze dalla Pineta San Francesco, da Parco 2 Giugno e dalla parrocchia S. Francesco d’Assisi di Japigia.

Mani che quest’anno non potranno neppure sfiorare la colonna miracolosa custodita nella cripta della Basilica, un tempo rito scaramantico con cui le donne in cerca di compagno affidavano al Santo le loro speranze di matrimonio.

Ogni anno San Nicola compie il suo piccolo prodigio fra le strade di Bari. Per sua natura propenso ad accomunare fedi vicine ma distanti – cattolici ed ortodossi – il Santo Patrono riesce a far incontrare in una sola notte tutte le anime della città, giovane ed anziana, fighetta e cozzala, borghese e popolare. La forza di una comunità sta nella sua capacità di trovare tratti in comune su cui costruire la propria identità. Chissà che qualcuno, dall’un po’ meno alto rispetto al cielo di uno scranno comunale non inizi a prendere esempio.

Condividi
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

Nessun commento

Commenta l'articolo