Sindacati. Barbagallo a Bari: “Ci attende una fase di resistenza”

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“Il successo dell’azione sindacale, culminata nello sciopero dello scorso 12 dicembre, è fondata su una lunga politica di ascolto del mondo del lavoro e sulla capacità, che la UIL ha saputo trasmettere, di dimostrare una lontananza di fatto dai Governi che si sono succeduti in questi anni e che, praticamente, hanno fatto poco o nulla per rilanciare il mercato occupazionale e per creare le condizioni di un processo di crescita e di sviluppo”.

Lo ha dichiarato Carmelo Barbagallo, Segretario Generale Nazionale della UIL, intervenendo all’assemblea generale della UIL di Puglia.

“Abbiamo presentato proposte concrete – ha continuato Barbagallo – che allo stato attuale delle cose non sono state prese in considerazione dall’Esecutivo. A cominciare dalla revisione di una fiscalità pesante, destinata ai soliti noti, che penalizza i soliti noti. E non bastano gli 80 euro, elargiti peraltro solo ad alcune categorie di lavoratori, dimenticando incapienti e pensionati, come da noi sollecitato in più occasioni. La concertazione non trova più spazio nella politica del Governo, che invece si spreca in spot che spesso non corrispondono alla verità. L’intenzione di estendere i diritti a tutti i lavoratori, fino a prova contraria, è rimasta sulla carta: l’articolo 18 è stato depotenziato, la facilità di licenziamento è stata legittimata. Il tutto provando a relegare il sindacato e le parti sociali nell’angolo, annullando la contrattazione nazionale e riducendo il ruolo del sindacato all’ambito aziendale. Quello che non è riuscito a fare Berlusconi lo sta facendo questo Governo”.

Sui costi della politica, battaglia storica della UIL, Barbagallo ha spiegato come “si tratta ancora una volta di parole: gli sprechi e gli eccessi c’erano e ci sono ancora, al di là delle misure di facciata. Così come c’è ancora una corruzione e un’evasione dilagante, tutte risorse sottratte al lavoro, ai pensionati e allo stato sociale”.

“Dobbiamo dar vita a un’altra resistenza – ha attaccato Barbagallo – facendo battaglie sul merito e non sulle ideologie. Sul merito di un Job’s Act  e di una riforma del Lavoro inique, che ancora una volta non considerano il rinnovo del contratto della Pubblica Amministrazione, che costringeranno le Regioni a tagliare sulla Sanità e sul welfare, che incrementano lo stato di precarietà di tanti giovani e non tutelano tanti disoccupati non più giovani, che ignorano il Mezzogiorno, che non garantiscono i fondi per gli ammortizzatori sociali. E’ una riforma che accontenta solo gli imprenditori, che parla di licenziamenti e non di nuove assunzioni facili. Si sta partorendo una strage delle prospettive future di questo Paese”.

“Ma non perdiamo la speranza – ha concluso Barbagallo – che la convocazione per i decreti attuativi arrivi, quantomeno per presentare ufficialmente le nostre proposte e le nostre perplessità. Così come non perdiamo la speranza di ritrovare, in questa lotta di resistenza, anche la completa unità sindacale”.

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Redazione
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