Specializzandi: lettera aperta al ministro Giannini

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Una dottoressa barese ha scritto una lettera aperta al Ministro dell’ Istruzione Stefania Giannini per denunciare la situazione di estremo disagio, per non dire caos, con cui è stato condotto il concorso, per la prima volta su base nazionale, per l’accesso alle Scuole di Specializzazione di Medicina e sottoporre all’esponente di Governo suggerimenti tesi a rendere il concorso stesso più rispondente a parametri di valutazione che attengano a meritocrazia e preparazione.

Non solo nella lettera si evidenziano alcuni suggerimenti utili per garantire meritocrazia e trasparenza nelle prove, ma anche l’appello a che si possa fare di tutto per evitare situazioni “strane” che hanno visto, durante il concorso di accesso al corso di formazione in Medicina Generale e alle Scuole di Specializzazione di Medicina, alcune persone copiare e avvalersi di mezzi tecnologici per rispondere alle domande, che tra l’altro in molti casi erano inadeguate a testare la preparazione medica dei candidati.

[QUI l’approfondimento]

Spett.le
Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
On.Stefania Giannini
Piazza Kennedy, 20
00144 ROMA
 
Egr.gio Dott.
Capo di Gabinetto
Alessandro Fusacchia
Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Piazza Kennedy, 20
00144 ROMA

Sono la dottoressa Rosa Cecere. Ho partecipato insieme a più di 12000 colleghi al concorso che avrebbe dovuto ridare dignità e credibilità al processo di selezione e formazione degli specialisti di medicina, processo che fino all’anno scorso era all’insegna della “discrezionalità” dei direttori delle varie scuole di specializzazione. Quest’anno posso dire che ci siamo sentiti tutti parte di una svolta, un rinnovamento. Io e i miei colleghi ci abbiamo creduto davvero e poco importa che il bando sia uscito appena un mese prima, che le sedi dove recarsi per lo svolgimento della prova siano state comunicate alla vigilia del concorso, che non ci sia stato fornito un programma di studio.

Colleghe in attesa si sono messe in viaggio, quando mancavano pochi giorni al parto. Colleghi con handicap o gravi problemi di salute hanno fatto sforzi immani per raggiungere le sedi della prova. È stato chiesto al MIUR di tener conto di queste esigenze, ma no, il concorso si doveva svolgere nella regione di residenza. E allora via, si parte! Non ci importava dei sacrifici! Era comunque una rivoluzione e tutti noi, pur consapevoli di essere le cavie di questo nuovo concorso, abbiamo affrontato la cosa con entusiasmo. Sembreranno parole romantiche le mie, ma davvero ci credevamo. E avremmo accettato anche gli errori, umani, che comprensibilmente avrebbero potuto esserci, vista la novità del progetto. Invece no…  è andato tutto storto! E mi spiace dirlo, ma sono rimasta profondamente delusa dal Suo tentativo, Ministro Giannini, di “mettere una pezza” a quanto successo. Il 5 novembre 2014 Lei si è rivolta a dei professionisti, che hanno fatto della medicina una missione.

Il 5 Novembre Lei si è voluta nascondere dietro un dito e ignorare il fatto che siano state denunciate gravi irregolarità durante le prove. Il 5 Novembre Lei si è preoccupata solo di uscirne pulita. Ci sono persone che hanno rinunciato a tanto per realizzare questo sogno e oggi queste persone si sentono tradite dal Suo atteggiamento irrispettoso. La colpa non è stata solo del CINECA.

La colpa è stata anche del MIUR che il Giorno di Ognissanti, anziché gettare nell’ansia migliaia di persone che hanno dovuto prenotare treni, aerei, alberghi per poter essere il 7 Novembre a ripetere la prova, avrebbe dovuto prima verificare l’errore e poi renderlo noto. Abbiamo avuto l’impressione che la Sua unica preoccupazione sia stata prima quella di mettere il MIUR al riparo da critiche, addossando tutta la colpa al CINECA, e poi tamponare alla meno peggio la situazione che si era venuta a creare, in cui tutti noi giustamente ci siamo sollevati in un grido di rivolta a chiedere chiarezza. Anche stavolta i giovani di questo Paese sono passati in secondo piano.

Non so se Lei si dimetterà. In ogni caso Le presento delle proposte. Ne faccia l’uso che ritiene più opportuno, ma si ricordi che non ancora per molto si potrà continuare ad ignorare le richieste di NOI ITALIANI, persone comuni che lavorano, fanno sacrifici, hanno sogni e speranze. Vedo nella classe politica solo tanto cinismo e quello che è successo non riguarda solo il concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in Medicina. No, non è solo quello. È la spia di ciò che è oggi l’Italia, un Paese povero non solo di denari, ma anche di speranze, in cui lo Stato è incapace di dare risposte, manca di autorevolezza e offre continuamente il fianco a critiche amare e violente. DOBBIAMO ANDARE ALL’ESTERO per confermarci professionisti e preparati? Dobbiamo andare all’ estero per confrontarci con sistemi SERI di selezione?

I miei genitori mi hanno insegnato il rispetto per le Istituzioni e mi hanno sempre detto che prima di criticare insegnanti, professori e chiunque altro, devo prima fare un esame di coscienza e chiedermi: “ Ho fatto il mio dovere? Ho fatto tutto quello che dovevo fare?”. Ora Le chiedo a nome di tutti noi: Lei ha fatto il suo dovere? Ha fatto tutto quello che doveva fare per tutelare davvero noi 12000 medici?

Io non sono entrata in nessuna delle Scuole di Specializzazione che avevo scelto, ma non Le voglio chiedere 12000 borse per tutti, sebbene oggi  gli avvocati in piazza vadano affermando che ci siano gli estremi per avanzare una tale richiesta. 12000 borse a tutti significherebbe rinnegare il concetto di meritocrazia che doveva essere alla base di questo concorso e io personalmente non la vedo una soluzione auspicabile.

Credo in questo concorso e per questo motivo Le faccio delle proposte. Non pretendo che siano la soluzione a quanto successo, ma sono l’inizio per avviare un confronto equilibrato e costruttivo.

  • i concorsi per l’accesso alle scuole di specializzazione e al corso di medicina generale si dovrebbero concentrare tutti nella stessa settimana o meglio in un paio di giorni , in modo da poter pubblicare contemporaneamente risultati di medicina generale e specializzazioni e snellire le procedure di scorrimento delle graduatorie; la graduatoria dovrebbe essere unica, nazionale, come accade in altri paesi della Comunità Europea;
  • i concorsi si dovrebbero tenere tutti in aule con 10-15 pc al massimo in modo che tutti i candidati possano essere controllati a vista e magari installare anche delle videocamere;
  • i quiz devono essere formulati da specialisti e devono fare riferimento ad una bibliografia che sia ben nota a tutti in modo che non si ripeta l’errore di medicina generale dove per ogni domanda c’erano più opzioni ugualmente valide o risposte palesemente sbagliate. Inoltre penso che si possa fare un questionario (uno solo) comune a tutte e 3 le aree che testi le competenze globali del candidato sull’area clinica e preclinica (non si può pensare che nell’area medica non sia appropriato mettere domande di chirurgia e viceversa) e poi 10 casi clinici per  ogni scuola scelta, casi che davvero verifichino la nostra capacità di gestione della pratica clinica;
  • dare meno peso al curriculum o meglio UNIFORMARE i programmi in tutte le università, studiare dagli stessi testi e sottoporre i nostri professori ad un periodico controllo di qualità. In questo modo non ci sarebbero università di serie A e serie B e saremmo tutti uguali, né terroni né polentoni;
  • è paradossale che da qualche anno a questa parte l’accesso a Medicina non sia più garantito sulla base di un concorso, ma di un ricorso. Ridiamo serietà al sistema di selezione, non rimettiamoci sempre nelle mani di avvocati che vivono sull’incapacità dello Stato di gestire dei pubblici concorsi.  Se cominciamo a gestire in maniera seria e responsabile l’accesso alla Facoltà di Medicina, possiamo formare un certo numero di medici che possano poi, come è giusto e naturale che sia, il proprio percorso di formazione. Non ha senso organizzare dei concorsi farsa, a cui seguono inevitabilmente ricorsi e quindi l’aumento esponenziale degli iscritti a Medicina. Ne risente la qualità della didattica e quindi della formazione dei futuri medici. Stabiliamo una volta per tutte qual è il “fabbisogno” reale di medici. Bisogna entrare nell’ottica di idee che i futuri professionisti vanno garantiti nella formazione dal primo giorno di università fino alla specializzazione. Ogni anno ci sarà uno scarto sempre maggiore tra gli aspiranti specializzandi/corsisti di MMG e il numero di borse. Ci stiamo uccidendo con le nostre mani, Ministro. Siamo destinati alla rovina perché non abbiamo più speranze né risorse.

Spero che queste proposte trovino il giusto spazio. Credo ancora in questo Paese ma dobbiamo fare proposte convincenti e soprattutto vogliamo far capire a Lei e ai suoi colleghi che la vita reale è tutta un’altra cosa.

In attesa di una Sua risposta (e spero che stavolta si sforzi di prenderci sul serio), io e i miei colleghi Le auguriamo buon lavoro.

 Dott.ssa Rosa Cecere
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Redazione
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