Stangata in arrivo per Biccari. Il sindaco: “Non ci sto”

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Una nuova stangata sui Comuni arriva dritto da Roma. Un nuovo salasso, targato Imu, contenuto in un decreto interministeriale in arrivo, che modifica l’altitudine che fino a oggi ha definito i Comuni montani. Si potrebbe passare da 280 metri sul livello del mare a 600.

Col risultato che solo al di sopra dei 600 metri un Comune potrà dirsi montano.

In termini finanziari, questo significa che le aree agricole dei Comuni che sono al di sotto dei 600 metri, tanti, tantissimi, saranno tassate dall’Imu, con una rata di dicembre che potrebbe essere anche raddoppiata.

In Puglia lancia l’allarme il sindaco di Biccari, piccolo comune in provincia di Foggia che, allo stato attuale, rischia seriamente di essere declassato e di perdere lo status di “Comune Montano”, con tutte le gravi conseguenze per l’economia locale e per le tasse che, inevitabilmente, caleranno sul portafoglio dei cittadini.

“Un provvedimento assurdo del Governo Renzi – sottolinea Gaetano Mignogna – stabilisce che un Comune può essere classificato “montano” se il Municipio è situato oltre i 600 metri sul livello del mare. Per questa incredibile ragione, Biccari pur avendo nel proprio territorio il punto più alto della Puglia (monte Cornacchia) e centinaia di ettari di boschi, Area Sic e pascoli montani, da qualche ora non è più considerato un comune montano, pur mantenendo tutte le caratteristiche e gli svantaggi che conosciamo”.

Quali conseguenze prevede questo provvedimento per Biccari?

“La prima è un ulteriore taglio di 260 mila euro di trasferimenti statali”.

E per le tasse locali?

“Il problema è anche questo. I nostri cittadini dovranno pagare l’Imu anche sui terreni agricoli entro il prossimo 15 dicembre. Due settimane di tempo per una spesa assolutamente imprevista, iniqua ed assolutamente ingiusta. Il nostro territorio è montano e saremo costretti a pagare per cose che non possiamo permetterci”.

Cosa pensate di fare per scongiurare questa soluzione?

“Le conseguenze del provvedimento non ci piacciono e non ci possono piacere. Per cercare di evitare questa ennesima ingiustizia ai danni della nostra gente e del nostro territorio, da domani mattina avvieremo una serie di proteste istituzionali e politiche”.

Infine, Mignogna propone, se il decreto parla di “Municipio” di spostare il suo ufficio in un luogo al di sopra dei 600 metri sul livello del mare.

“Si infatti. Abbiamo l’intenzione di spostare l’ufficio del sindaco presso Lago Pescara, a circa 900 metri di altitudine.. Dovrebbe bastare a far capire dove siamo, no?”

Probabilmente a Roma non capiranno, i cittadini di Biccari e della Puglia si.

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Redazione
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