Startup Weekend a Bari. Full immersion per accrescere il sé imprenditoriale

0

Fra un’idea brillante e la sua sostenibilità sul mercato c’è un mare di conoscenze, esperienze e strategie che rientrano nel calderone dei “saperi e rischi” imprenditoriali. Guardare le proprie intuizioni con una maggior consapevolezza imprenditoriale può valere la propria salvezza professionale, in un contesto economico-sociale dove il mercato del lavoro appare ormai disancorato al posto fisso e ai contratti duraturi. Questo è l’obiettivo della terza edizione barese dello Startup Weekend a Bari, in programma a The Hub – Fiera del Levante – dal 10 al 12 ottobre: 54 ore di full immersion per comprendere a pieno l’intero processo di trasformazione di un’idea, dall’intuizione allo studio della sua fattibilità.

L’incontro fra innovatori e imprese locali, per sondare con mano le reali esigenze del territorio, sarà il tema dell’appuntamento. “Inutile immaginare di realizzare qui in Puglia una nuova Silicon Valley – spiega Giancarlo Valente, organizzatore dell’evento – Crediamo più opportuno conoscere le necessità reali ed avvicinare le questioni vive alle possibili soluzioni”. Un processo d’avvicinamento dal basso che  punta ad uno “scambio d’esperienze” fra startupper ed aziende, per insegnare ai ragazzi cosa serve davvero per supportare le imprese locali.

“La metodologia di apprendimento non convenzionale applicata durante gli Startup Weekend, basata sull’esperienza diretta, è una pratica comune all’interno delle comunità di sviluppatori software – spiega Giancarlo Valente, organizzatore dell’evento – Qui si cerca di mutuare lo stesso approccio anche in settori distanti dalla programmazione e dall’informatica”. Perché Startup ed innovazione non sono sinonimo esclusivo di software ed applicazioni: “Nel prossimo weekend ci aspettiamo la presenza di persone poliedriche che provengono dai più svariati background culturali – si auspica Vincenzo Notaristefano, facilitatore dell’iniziativa – Persone che, motivate anche dall’aver acquistato un biglietto d’ingresso (39 euro, n.d.r.), saranno appagati dalla full immersion, in cui si approcceranno direttamente al modo di fare impresa”.

Cosa avviene nelle 54 ore è presto detto. “Si parte con la presentazione delle idee – spiega Vincenzo – I partecipanti avranno a disposizione un minuto per illustrare la propria idea di business”. Uno speed date,.per strappare un appuntamento con gli affari. “Le idee più votate dalla giuria popolare – prosegue – diventeranno l’oggetto dello studio dei gruppi di lavoro, che saranno composti da massimo 8 persone”.

Lo studio delle capacità di sopravvivenza sul mercato delle idee è la più delicata. “Si tratta di un processo circolare, che parte dalla focalizzazione del problema che l’idea intende risolvere – racconta Vincenzo – Viene immaginato un prototipo e lo si sottopone ai clienti potenziali. Si procede con questo approccio fin quando il numero di clienti potenziali non è ragionevolmente cospicuo da rendere allettante l’investimento agli eventuali finanziatori”.

La full immersion si conclude con la presentazione dei progetti: 5 minuti per convincere investitori e pubblico su fattibilità e resa di un prodotto sul mercato. Le idee migliori potranno usufruire di programmi di accelerazione ed incubazione. Fra i premi, inoltre, c’è la possibilità di portare la propria idea a bordo di uno Startup Bus, che da Napoli giungerà a Vienna per il Pioneers Festival, il più importante appuntamento europeo dedicato alle Startup.

Condividi
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

Nessun commento

Commenta l'articolo