Stress Test: le banche italiane cedono

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320 miliardi di crediti in sofferenza, ovvero il 16% del totale. E’ con questo spauracchio che il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi tiene un lungo discorso in cui, lo Stivale, è pieno d’attenzioni.

Alcuni analisti osservano che il QE (quantitative easing) poco potrebbe giovare al sistema creditizio italico. Ovvero lo strumento di politica monetaria con cui si pompa moneta stampando una elevata quantità di banconote, per stimolare la circolazione del denaro e quindi, inflazione, ripresa, prestiti, ecc. Negli USA la Federal Reserve e in Giappone la Bank of Japan lo hanno adottato in questi anni.

La BCE avrebbe dovuto cominciare agli albori della crisi, senza perder tempo, a stimolare la crescita invece di rincorrere una bassa inflazione ed un rigore dei conti esiziali per il rilancio del Vecchio Continente. Tuttavia, questo non ha influito sul deterioramento dei bilanci bancari.

Un capitalismo antiquato, reti e sacche di potere immobili come le Fondazioni ci hanno dimostrato, esposizioni più influenzate dalla politica che dal merito creditizio, e così via, hanno bacato irrimediabilmente la qualità degli investimenti.

Dunque le strade sono essenzialmente due, o le ricapitalizzazioni (nuovi innesti di Capitale per coprire le perdite) oppure procedere con cartolarizzazioni (trasformazioni di crediti in titoli di credito) con sottostante problematico per divincolare gli asset e venderli alla BCE stessa, in modo tale da drenare le sofferenze.

Non evitiamo di sottolineare che, l’esercizio di pratiche finanziarie scorrette difficilmente cesserà se non vi sarà una seria ri-regolamentazione del settore bancario con una separazione netta tra banche commerciali e banche d’investimento. Inoltre, continuando a salvare gli istituti senza individuare ed estromettere i colpevoli, genera una propensione al rischio esagerata (azzardo morale) che porta i banchieri a rischiare sempre e sempre più col denaro altrui senza pagar dazio.

 di Andrea Lorusso
Twitter @andrewlorusso
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