Strisce bianche, strisce blu: si torna indietro?

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Qualche tempo fa nel centro di Bari esistevano i parcheggi a pagamento da un lato della strada e un altro lato con le strisce bianche, quelle gratuite, al quale, quasi di buona norma, si affiancava una seconda fila rigorosamente con le doppie frecce, che intasavano notevolmente lo scorrimento del traffico cittadino.

Poi, qualche anno fa, per stoppare definitivamente la corsa al parcheggio selvaggio, fu deciso non solo di rendere a pagamento anche il lato opposto delle strade con strisce blu, ma di restringere ancora di più le possibilità di arrivare in centro per fare solo una commissione veloce aumentando la tariffa oraria a 2 euro. Certo, rispetto ad alcuni Comuni con grande impatto turistico che arrivano a toccare la quota di ben cinque euro orarie, protestare per i due euro sembra quasi esagerato, ma si sa, l’italiano medio è fatto per lamentarsi.

Naturalmente, anche a causa della scarsa propensione dei cittadini a rispettare le scadenze orarie e le zone a pagamento, spesso gli ausiliari del traffico, elargendo a gò-gò multe per divieto di sosta, provvedevano a rimpinguare le sempre magre casse comunali. Ma a quanto pare i tempi d’oro per i blocchetti dei vigili, sembrano essere lontani in quanto dopo numerose sentenze a cura dei giudici di pace, si è stabilito che la sanzione per ticket scaduto è “inesistente” perché non prevista da alcuna norma.

Non si tratta quindi, né può trattarsi, di un illecito amministrativo: può essere contestato il mero inadempimento che va risarcito all’ente che ha in gestione il parcheggio che ,però, non potrà addebitare, mancando appunto l’illecito amministrativo, qualsiasi sanzione. In un secondo momento poi, dopo innumerevoli ricorsi da parte degli automobilisti, la Cassazione ha stabilito che se il Comune non dimostra l’esistenza di aree a sosta gratuita nei pressi di quelle a pagamento, la contravvenzione può essere annullata dall’autorità giudiziaria.

Si tratta di quanto inscritto nell’ordinanza n. 18575 della Suprema Corte di Cassazione uscita lo scorso 3 settembre.

Un duro colpo quindi per le casse comunali, ma un escamotage in più per i cittadini, che, sentendosi in piena legittimità, potrebbero iniziare a non pagare più le aree di sosta del centro cittadino e ricorrere al giudice di pace per fare ricorso sulla contravvenzione ricevuta. Sarà il caso di rimettere mano al piano di viabilità della città, eliminando metà incasso, ma protetto dal codice della strada, o consegnare completamente la città al parcheggio abusivo? I parcheggiatori ci sono già.

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Isabella Battista
Classe 1985, vive e lavora a Bari. Laureata in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Bari, è giornalista pubblicista dal 2013. Con una forte propensione alla didattica museale e artistica, ha collaborato con diverse istituzioni con progetti per sensibilizzare il pubblico più giovane nei confronti dell’Arte contemporanea e far partecipare attivamente gli studenti alla comprensione delle più moderne tecniche artistiche. Collabora con le redazioni di Puglia In, Telebari e Artribune, mentre nel 2013 è stata coordinatrice della prima edizione della Project Room della Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a mare. Ama l’arte in tutte le sue forme, in particolare la fotografia e il linguaggio visivo contemporaneo a cui si sta appassionando anche praticamente e appena ha l’occasione di partire, va alla ricerca di nuove realtà, esplorandole sia dal punto di vista della tradizione culturale che folkloristica. isabella.batt@gmail.com

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