Tap, Emiliano continua a provarci. Chiesto un incontro a Gentiloni

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Scioperi della fame, manifestazioni, una campagna elettorale per le primarie del Pd mettendo sul piatto tutta la sua contrarietà alla Tap. Michele Emiliano, dopo l’incontro di ieri con l’oncologo salentino Serravezza (ancora in sciopero della fame)m continua a muovere tutte le sue carte per cercare di porre all’attenzione del Governo nazionale la contrarietà del territorio alla decisione di far approdare il gasdotto Tap a San Foca di Melendugno.

Il presidente della Regione Puglia ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, una lettera per chiedere un incontro sulla questione dell’approdo del gasdotto Tap all’indomani della sospensione dello sciopero della sete da parte dell’oncologo salentino Giuseppe Serravezza. Ecco il testo:

Egregio Presidente,

Nella giornata di ieri mi sono recato a casa del Prof. Giuseppe Serravezza, oncologo salentino di fama nazionale che aveva richiesto di incontrarmi.

Il Prof. Serravezza da giorni ha iniziato uno sciopero della fame e della sete per sensibilizzare la politica rispetto alla nota vicenda dell’approdo del gasdotto TAP sulla spiaggia di Melendugno.

La situazione sanitaria del Prof. Serravezza desta molta preoccupazione.

Il protrarsi della sua protesta potrebbe, a detta dei medici che lo assistono, compromettere seriamente la sua salute.

Ieri, dopo molte insistenze sono riuscito a convincerlo a bere.

Tuttavia il Prof. Serravezza mi ha comunicato che non intende sospendere lo sciopero della fame sino a quando Lei Presidente, non lo riceverà insieme ad una delegazione di sindaci del Salento che avversano l’approdo del Tap di Melendugno in località San Foca.

Il Prof. Serravezza, da anni, è l’alfiere più ascoltato e stimato di una battaglia per la salute e l’ambiente del Salento che lo ha costituito come un punto di riferimento dell’intera comunità nella quale opera.

La vicenda dell’approdo del gasdotto su una delle spiagge più belle d’Italia, la totale mancanza di condivisione tra territorio e governo centrale circa la scelta dell’approdo, la sofferenza delle popolazioni locali che, come è noto si oppongono da tempo ad una soluzione francamente incomprensibile, hanno spinto il Professor Serravezza a farsi interprete della volontà del territorio di dire basta all’ennesima scelta industriale imposta dall’alto, come quelle, Ilva su tutte, che negli anni hanno, a causa del proprio ciclo produttivo, minato la salute dei cittadini salentini.

La prego, Presidente, di voler concedere, in tempi rapidissimi, al Prof. Serravezza ed alla suddetta delegazione di sindaci di spiegarle che una alternativa all’approdo a Melendugno esiste.

Che le problematiche di carattere tecnico legate all’attuale approdo rischiano di impedire la realizzazione dell’opera.

Ma, sopratutto, la prego, di consentirci di portarle il grido che viene dalla gente del Salento che vuole essere ascoltata.

Non è più tempo di decisioni unilaterali, il confronto, il dialogo, la condivisione non possono che essere l’unica via maestra nel rapporto tra centro e periferia.

Sono certo che grazie alla sua sensibilità, coglierà la drammaticità del momento.

Con stima

Michele Emiliano

 

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Redazione
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