TAP. M5S: “Blitz di questa notte viola la dignità del territorio. Gravi le responsabilità del Governo regionale”

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“Con il completamento dell’espianto degli 11 ulivi già zollati, ieri notte si è consumata una delle pagine più nere per il nostro territorio. Le responsabilità sono da ripartire tra Governo regionale e nazionale, che hanno violato la dignità dei salentini e la volontà di un popolo che da sempre si è opposto a quest’opera”.

Questo il duro commento dei consiglieri del M5S Cristian Casili e Antonio Trevisi in seguito al blitz nel cantiere del gasdotto TAP di questa notte che ha visto impegnati circa 200 agenti delle forze dell’ordine per scortare i mezzi della multinazionale.

“La Regione Puglia, con Emiliano impegnato nelle primarie del PD, – dichiara il vicepresidente della Commissione Ambiente Cristian Casili – ha assentito allo spacchettamento e all’ottemperanza della prescrizione A44, rendendo purtroppo inutile nelle motivazioni il ricorso avanzato al Tar che noi del M5S eravamo riusciti ad ottenere dopo un grande lavoro portato avanti insieme ai cittadini. Il Tribunale ha fatto emergere come la Regione non abbia indicato l’ufficio competente, trascurando il fatto che la prescrizione A44 era unitaria per tutti i 231 alberi, di cui i 16 monumentali. In sostanza,  se n’è lavata le mani. Per salvare gli 11 ulivi già zollati  si sarebbero potute rincalzare, con apporto di terra, le radici recise degli alberi che in tutta sicurezza potevano rimanere nelle trincee preesistenti. Ci sarebbero voluti meno di mille euro e il lavoro di 2 operai, invece dell’impiego di centinaia di poliziotti. Mi ha lasciato sconcertato leggere il verbale e le motivazioni prodotte dagli agronomi della Regione su richiesta dell’osservatorio fitosanitario regionale. Perché gli stessi tecnici regionali non denunciano lo stato di abbandono del Salento olivicolo, dove ogni giorno i disseccamenti compromettono centinaia di alberi? Mentre invece la Regione Puglia è stata solerte ad assecondare Tap, suggerendo di mettere in sicurezza le piante. Delle 231 piante di ulivo presenti inizialmente nel cantiere a San Basilio restano i 16 ulivi monumentali per i quali l’azienda, disattendendo la prescrizione A44, ha ritenuto di non dover presentare le integrazioni richieste, rimandando a data da destinarsi la discussione. L’ennesima scena di una farsa alla quale la Regione assiste da spettatrice”.

“Con il bisogno di sicurezza che c’è nelle nostre città – spiega Antonio Trevisi – si arrivano ad  impegnare centinaia di agenti di polizia nella scorta dei mezzi del Tap lasciando scoperti gli altri territori. Perchè devono essere i cittadini a pagare per tutelare gli interessi di una multinazionale privata? Non a caso ci sono mobilitazioni in tutta Italia per dire No a Tap. Una battaglia in cui il Movimento 5 Stelle è da sempre in prima linea. Il gasdotto Tap è un progetto che serve solo ad arricchire le tasche di pochi senza apportare alcun beneficio per la comunità pugliese.  Non servirà a rendere il nostro Paese energeticamente indipendente dall’estero ma danneggerà irrimediabilmente una delle regioni più belle del mondo – conclude Trevisi – ed è inaccettabile che l’ex premier Matteo Renzi consideri erroneamente il gas una fonte rinnovabile e continui a parlare di riduzione dalla dipendenza dalle fonti fossili per poi difendere Tap e gli investimenti su una politica energetica basata sullo sfruttamento di modelli di sviluppo ormai obsoleti, anziché puntare sulle vere energie rinnovabili che sono le uniche a poter garantire un reale e duraturo progresso economico e ambientale”

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Redazione
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