Tar Lecce, la “fiamma” è soltanto quella di Fratelli d’Italia

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A Lecce è battaglia legale per la “fiamma”. La Commissione Elettorale ha, infatti, accolto l’istanza di Fratelli d’Italia-AN relativa al simbolo della lista “MSI” e il Tar ha confermato la decisione.

Il logo di “MSI”, infatti, richiama uno dei simboli chiave della storia del partito di Giorgia Meloni, presente nel logo ufficiale del partito nazionale. Anche il Tar di Lecce, investito dell’argomento dall’appello dei responsabili del Msi-Dn, si è espresso rigettando il ricorso del partito Msi-Dn che si è opposto alla decisione della Commissione Elettorale Circondariale di Lecce.

Il rigetto da parte del TAR, come spiegato nella sentenza, trova la sua motivazione nel fatto che “FdI-AN è un partito presente in Parlamento” e, per l’art.33 lett.b d.P.R. n.570 è ricusata la presentazione di “simboli che, per essere usati tradizionalmente da partiti presenti in Parlamento, possono trarre in errore l’elettore”.

“In una campagna elettorale così complessa, comè quella leccese” spiega Pierpaolo Signore, Portavoce Provinciale di FdI-AN “l’ultima cosa di cui l’elettorato ha bisogno è la confusione di loghi e simboli.”

“Questa non è una battaglia di contenuti, quelle le faremo con tutti i candidati, forti delle nostre idee oneste e dei nostri valori profondi, pertanto non abbiamo bisogno di motivazioni futili: la fiamma è un logo inserito all’interno del simbolo del nostro partito, partito per il quale ogni giorno dell’anno uomini e donne, ragazzi e ragazze lottano. Simbolo in cui crediamo, che rappresenta noi ed i nostri valori. La nostra istanza è relativa solo al simbolo, non abbiamo chiesto di escludere la lista dalla competizione elettorale, ovviamente. Volevamo solo che venisse chiarita la nostra identità e non confusa con altri.”

“I nostri simboli – sottolinea Signore – sono la nostra storia e noi alla nostra storia teniamo. Ci è stata data ragione per la seconda volta e ne siamo orgogliosi. Vogliamo difendere i nostri valori e le nostre idee tanto quanto il nostro elettorato e, per farlo, abbiamo bisogno che non ci siano fraintendimenti. La campagna elettorale è già complessa senza bisogno di confondere e prendere in giro i cittadini: non è giusto né nei loro confronti né nei confronti di un partito che lavora e combatte 365 giorni l’anno.”

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Redazione
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