Taranto, Emiliano scrive a Renzi: rifacciamo i conti!

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Ancora sulla vicenda Taranto, sulla bocciatura dell’emendamento nella legge di bilancio che prevedeva la deroga al DM 70 per l’assunzione di personale infermieristico nel territorio di Taranto a seguito delle speciali situazioni sanitarie venutesi a creare, e dopo le polemiche degli scorsi giorni, è ancora una volta il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a cercare di “portare” dalla sua parte Matteo Renzi.

Dopo l’appello dell’Associazione Genitori Tarantini, che ha ufficialmente chiesto un incontro a Palazzo Chigi per parlare delle condizioni sanitarie della città di Taranto, Emiliano rilancia l’appello.

“Signor Presidente – dice Emiliano – nel corso dell’odierna trasmissione “Omnibus”, su “La7”, il signor Massimo Castellana, rappresentante dell’Associazione Genitori Tarantini, Le ha rivolto un appello in diretta per essere ricevuto sabato 3 dicembre a Roma, al fine di esporLe i bisogni sanitari delle famiglie tarantine, richiedendo la presenza del sottoscritto all’eventuale incontro. In attesa di una Sua cortese risposta, Le porgo distinti saluti”.

Una lettera in cui si conferma quanto detto appena sabato scorso a Taranto.

Ma non solo. Parlando di soldi e costi (cosa di non secondaria importanza, ma che per un amministratore forse rappresenta la vera proprità), Emiliano rilancia.

“Verifico che quanto ho spiegato al presidente Renzi durante la cosiddetta “rifirma del Patto per Taranto” gli è nuovamente sfuggito. Rifacciamo i conti: gli 850 milioni del Contratto istituzionale per Taranto riguardano essenzialmente interventi programmati a valere su fondi regionali FAS 2000/2006 e FSC 2007/2013 e quindi precedenti all’insediamento dell’attuale governo”.

“Il presidente del Consiglio – dice Emiliano – parla di circa 1,6 miliardi per Taranto. Pertanto suppongo che gli ulteriori 750 milioni di euro siano da ricondurre ad interventi per la cosiddetta riambientalizzazione di Taranto, e su questo la comunità pugliese si riserva di valutarne gli effetti non appena saranno chiari gli interventi realizzati o da realizzare”.

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