Taranto, olio combustibile in Mar grande: che dice il ministro dell’Ambiente?

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Taranto ed il suo rapporto con l’ambiente è, storicamente problematico. Se poi si segnalano, come è accaduto negli scorsi giorni, anche sversamenti di oli combustibili utilizzati nel processo produttivo dell’Ilva nell’area marina del Mar Grande è chiaro come ci sia qualcosa che non va e che non può andar bene.

“Non è possibile che un territorio leggendario e uno splendido mare come quello di Taranto siano nuovamente oggetto di sversamenti di sostanze utilizzate nei processi industriali – dichiara il deputato pugliese Diego De Lorenzis (M5S) – Non è più un mistero che il forte impatto ambientale e sulla salute dei cittadini, causato dal polo industriale di Taranto, sia di fatto insostenibile e non saranno certo i lavori previsti dall’AIA a garantire la città”. Questo il commento del deputato pugliese Diego De Lorenzis (M5S) all’ennesimo incidente nella zona industriale che coinvolge il mar Grande, questa volta uno sversamento di olio combustile proveniente dal treno nastri 2 dell’ILVA. Il parlamentare 5 Stelle ha presentato una interrogazione al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti sulla vicenda.

“Quello che rammarica di più è constatare che il Governo Renzi non riesca o non voglia guardare alle potenzialità di Taranto in ambiti legati al turismo e alle tante piccole attività che si potrebbero creare qualora sia riconosciuta ‘l’indennità’ per tutto il male che ha dovuto subire questa città da un modello di sviluppo obsoleto e inadeguato, imposto dall’esterno – continua De Lorenzis – Ultimamente, diversi studi hanno dimostrato come le attività industriali limitino ed impediscano alle altre attività economiche, alternative all’industria pesante, di realizzarsi nella città dei due mari. Il M5S, recependo le istanze dei tarantini, ha già espresso su più fronti e più volte la propria volontà di un cambiamento, graduale ma radicale, per questa città martoriata. Una città che potrebbe ritrovare proprio nella protezione e valorizzazione del mare l’alternativa principale, così come lo è stata per molti secoli prima della colonizzazione industriale”.

Nell’interrogazione M5S alla Camera chiede al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti quali siano i danni arrecati da questo ennesimo incidente e quali interventi intenda adottare per salvaguardare il mar Grande. Inoltre quali siano le misure necessarie in materia di prevenzione e riparazione adottate dal siderurgico Ilva di Taranto, ricordando che in Europa vige il principio “chi inquina, paga”. “Evidentemente – conclude il deputato salentino 5 Stelle – per il Governo Renzi, ancora una volta, Taranto non è Europa!”.

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Redazione
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