Taranto, reparti affollati all’ospedale SS Annunziata, stop ai ricoveri non urgenti

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“Tutto al completo”. Potrebbe essere questa la scritta affissa all’ingresso dell’ospedale SS Annunziata di Taranto. In linea anche con altri istituti pugliesi (e di poso sopra la media nazionale) la Asl di Taranto ha stoppato di fatto i ricoveri per patologie a bassa complessità, spostandoli nei Punti di primo intervento territoriale o nelle strutture private accreditate (in questo caso sollecitando le stesse ad accettare ricoveri in urgenza”.

E’ la stessa Asl tarantina, però, ad ammettere che nel centro  Hub tarantino però si registra una media del +15% di accessi di alta complessità (gialli e rossi), con un ormai cronico sovraffollamento in molti reparti. Una situazione dovuta anche al picco influenzale, e che non va sottovalutata.

Sulla situazione è intervenuto, con una nota, il consigliere regionale di Sinistra Italiana Mino Borraccino.

“Sconcertante la nota diramata dalla Direzione medica del P.O.C. di Taranto, del 3 gennaio scorso, sulla assoluta indisponibilità di posti letto a causa del sovraffollamento di tutti i reparti dell’ospedale “S.S. Annunziata” di Taranto. Una sorta di appello estremo a non recarsi in ospedale, per esclusiva colpa dell’assessore/ presidente Emiliano che ha fallito nel suo obiettivo, come se si potesse evitare di ricorrere alle cure”.

“Una gravissima situazione che si è purtroppo creata in questi ultimi mesi, che noi da tempo solleviamo con dati di fatto ed ora, a dimostrazione di quello che noi diciamo da tempo, ma che viene assolutamente eluso da Michele Emiliano, giunge la comunicazione dal presidio “Santissima Annunziata”di non far giungere al Pronto Soccorso del “SS Annunziata” di Taranto persone da assistere, inviata a tutti gli altri ospedali della provincia, Martina Franca, Castellaneta, Manduria, “Moscati” di Taranto e sin anche all’ospedale di Grottaglie, tanto vituperato e addirittura messo all’angolo nel Piano di riordino ospedaliero, e destinato a presidio della riabilitazione”.

Non ha dubbi il consigliere regionale su chi sia il responsabile di questa situazione: “Emiliano, lo ribadiamo, è l’unico responsabile di questa richiesta assurda, che ha dell’incredibile, grazie ad un Piano di riordino ospedaliero che per Taranto, ma non solo, vedi Casarano, Putignano, Ostuni, Ceglie, Molfetta, S.Pietro Vernotico, Mesagne, Fasano, Monopoli, Galatina, Copertino, Trani, Pediatrico Giovanni XXIII, San Paolo Bari, Gargano, si è rivelato un disastro”.

“Sinistra Italiana/Liberi e Uguali da tempo dice che è necessario riaprire su Taranto almeno un Pronto Soccorso dei due chiusi nel 2016, e cioè il P.S. del “Moscati” e quello del “S. Marco” di Grottaglie. Da tempo diciamo che Grottaglie non puoi chiudere, da troppo tempo le nostre richieste, unite a quelle di tanti cittadini e di tante associazioni, compreso il Comitato per la difesa dell’ospedale “San Marco”, sono disattese dal Presidente Emiliano. In questa assurda vicenda non attribuiamo alcuna responsabilità al Direttore Generale del “S.S. Annunziata”, che non fa altro che rispettare quanto programmato dal Presidente della Regione Puglia. Invitiamo Emiliano, che, da novello Superman, gestisce oramai mezzo apparato regionale, tra la delega alla Sanità, la delega ai Lavori pubblici e alle acque, a rimettere quella alla Sanità, di assegnarla ad un consigliere della sua maggioranza e comunque prendere in seria considerazione l’idea di riaprire l’ospedale di Grottaglie, compreso il reparto del Pronto Soccorso oppure quello del Moscati”.

E poi l’appello.

“Il Presidente della Regione si svegli, perché oramai è enorme lo iato tra ciò che dice e ciò che fa, che lo divide incredibilmente dalle esigenze del territorio, in quanto ciò che sta portando avanti, soprattutto in questi ultimi mesi, appare finalizzato unicamente alla spasmodica ricerca di consensi, con accordi con personaggi del centro destra, di fatto sembra essere unicamente in preda ad una “abulimia di potere” , come ha affermato pochi giorni fa, in una intervista , l’ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
Intanto sta per arrivare il Consiglio regionale monotematico sulla Sanità del 9 gennaio, sarebbe opportuno per quella data fornire risposte pratiche al disastro della gestione della Sanità pubblica”.

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Redazione
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