Sei spettacoli nella nuova stagione del Teatro Bravoff

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In arrivo a Bari la quinta edizione della stagione del Teatro Bravòff, che andrà in scena dal 20 ottobre al 15 dicembre nel Teatro Bravò (via Stoppelli 18).

Promossa dall’associazione La Bautta, per la direzione artistica di Mariapia Autorino, col patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Bari, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, il Teatro Bravò e Prem1ere Film, la rassegna porta in scena gli spettacoli che solitamente non trovano spazio nelle stagioni altisonanti, realizzati da compagnie pugliesi che operano sul territorio, registi e attori che hanno fatto della passione per il teatro la ragione principe della propria vita.

La rassegna prevede 6 spettacoli (5 più un fuoriprogramma), a cominciare dal 20 ottobre, con “Manuale distruzione”, con Mariantonia Capriglione, per la regia di Raffaele Romita. Il 3 novembre, sul palco del Bravòff, arriveranno “I differenziati” (Cosimo Boccassini, Pino Cacace, Marzia Colucci, Lorena Pasotti) diretti da Tonio Logoluso. Il 17 novembre sarà la volta di “Storie di Zhoran” diretto e interpretato da Giuseppe Ciciriello. “The problem” è lo spettacolo che andrà in scena il 1 dicembre, con Annika Strøhm e Saba Salvemini. Il 15 dicembre ci sarà “Imprò – La sfida spettacolo” con Fabio Musci, Checco Mauro, Paolo Paticchio, Marta Trevisi, Elena Selleri, per la regia di Improvvisart. E il fuoriprogramma è la performance multimediale “Othello Blues”, idea e regia multimediale di Mariano Paternoster, duo “Reimagine”: Dario Doronzo (tromba e flicorno) e Pietro Gallo (tastiera), al violino jazz Lautaro Acosta, disegno digitale a cura di Tara Jabul, voce di Mariapia Autorino.

 Ingresso del pubblico in sala a partire dalle ore 20:30. Inizio degli spettacoli alle ore 21:00.

“Siamo determinati a continuare a valorizzare e produrre in Puglia – spiega Mariapia Autorino – ma ora la sfida si fa più importante perché vorremmo portare anche all’estero il nostro lavoro. Vorrei fare anche un appello agli artisti pugliesi: dobbiamo avere tutti il coraggio di valorizzare il nostro lavoro. La gente, pagando, deve venire a teatro per godere di produzioni realizzate in Puglia da compagnie pugliesi, e dobbiamo fare di tutto, creare sinergie, stringere rapporti, per portare le nostre produzioni fuori dall’Italia!”.

“Recluteremo i nostri artisti – ha spiegato la Autorino – e le nostre compagnie teatrali, nelle scuole di recitazione, negli spazi Off, nelle cantine, nei garage, nelle strade, nei centri di salute mentale, nei piccoli teatri sconosciuti, nei laboratori d’avanguardia, nei locali sotterranei, nelle scuole dei quartieri di periferia, e recluteremo il nostro pubblico, tra i lavoratori, i giovani, nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole, per strada, offrendo semplici e convenienti abbonamenti, per meglio saldare il rapporto fra teatro e spettatori, offrendo comunque prodotti di alto livello artistico a prezzi quanto più possibile agevolati. Non dunque un teatro per l’élite, ma un teatro per il popolo che viene dal popolo, dove una comunità liberamente riunita, si rivela a sé stessa ascoltando un’arte, la più antica”.

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Redazione
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