Come la tecnologia ci cambia la vita (e ne faremo sempre più uso)

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Esattamente 52 anni fa l’imprenditore e informatico californiano Gordon Moore, futuro “padre” di Intel (di cui oggi alla veneranda età di 87 anni è Presidente Onorario), espose per la prima volta quella che diventerà famosa come “prima legge di Moore“: “La complessità di un microcircuito, misurata ad esempio tramite il numero di transistor per chip, raddoppierà ogni 18 mesi”; tale affermazione che era stata enunciata in ambito processori e solo a livello prettamente infrastrutturale, divenne di fatto una delle regole basilari e fondamentali su cui si basa l’attuale innovazione tecnologica.

Ma cosa intendiamo per innovazione tecnologica?

Per innovazione tecnologica si intende il processo di crescita degli strumenti sia teorici sia materiali tramite cui le imprese e le istituzioni tendono ad introdurre nuovi prodotti e servizi, nonché nuovi metodi per produrli, e a renderli disponibili agli utilizzatori finali.

Proviamo a guardarci con gli occhi dei nostri nonni o dei nostri bis-nonni.

E’ indubbio che negli ultimi settant’anni il balzo tecnologico sia stato “epocale” rapportato alla tecnologia del 1945, anche se con alcune eccezioni (ricordiamo la macchina di Turing padre dell’informatica). I nostri nonni probabilmente sarebbero stupiti di quello che siamo in grado di fare con la tecnologia e di quanta tecnologia ci circondi ogni giorno.

Significative sono molte delle serie televisive di fantascienza apprezzate all’inizio degli anni 70. Ne ricordiamo tre particolarmente rilevanti “Supercar” (titolo originale: Knight Rider.); “L’uomo da sei milioni di dollari” e ultima ma non per importanza “Star Trek“. Serie televisive fantascientifiche proiettate in un futuro lontano che ormai è giunto a noi; protesi motorizzate per sostituire arti lesi o malformati; auto capaci di eseguire infiniti calcoli al secondo per leggere la strada, interpretare i segnali, guidare da sole, evitare gli incidenti e preservare la vita umana; comunicatori in grado di annullare le distanze consentendoci di effettuare operazioni impensabili per un normale telefono, stampanti in grado di replicare perfettamente quadri, oggetti tridimensionali e addirittura organi (progetto in fase di test), laser in grado di perforare spesse lastre di acciaio balistico o di curare patologie con interventi sempre meno invasivi.

Probabilmente l’avrebbero definita “roba da matti” o ci avrebbero preso per extraterrestri.

peggyTecnologia in continua evoluzione anche con oggetti frivoli (ma fino ad un certo punto) come la smart-molletta per il bucato che prevede le migliori condizioni atmosferiche nelle quali fare e stendere il proprio bucato, ci avverte se il tempo sta cambiando mentre i panni sono già stesi, ed è in continua evoluzione grazie ad una memoria che le permette di immagazzinare informazioni.

Peggy, questo il nome della “molletta” creata da un team australiano ha incorporato un sensore di raggi UV, un rilevatore di umidità, ed una app dedicata da installare sul proprio smartphone, per essere sempre in contatto con lei.
bra1Oppure come il reggiseno “True love tester” che è in grado di captare il ritmo cardiaco della donna che lo indossa e di misurarne il livello di eccitazione sganciandosi da solo nel caso in cui il battito corrisponda a quello del desiderio amoroso.

Tecnologia in evoluzione per migliorare davvero la qualità della nostra vita e quella dei nostri cari ad esempio lo sviluppo di un dispositivo all’università di Cardiff che può misurare il livello di glucosio nel sangue in maniera non invasiva tramite le microonde che rappresenta una vera e propria rivoluzione per tutte le persone che soffrono di diabete, perché permette di fare i necessari controlli senza ricorrere all’estrazione di sangue, quindi ad aghi.

69854Tecnologia che si evolve per fornire rapidamente un tetto a chi per un motivo o per un altro non ce l’ha più. Con la creazione di una stampante 3D gigante, alta 12 metri, che sta rivoluzionando l’approccio nella costruzione delle case, impiegando materiali facilmente reperibili in natura e rendendo minimi i costi di realizzazione. BigDelta, questo è il nome è un progetto è tutto italiano. Alla base di BigDelta vi è una diretta ispirazione alla tecnica della vespa vasaia. Quest’ultima utilizza, per costruire il proprio nido, un metodo di deposizione del materiale argilloso molto particolare, che può essere assimilato a quello delle stampanti 3D compatte. L’ONU stima che grazie all’utilizzo di questa stampante alta 12 metri entro il 2030 si assisterà ad una rapida crescita della richiesta di alloggi a prezzi accessibili e destinati ad oltre quattro miliardi di persone con un reddito annuo inferiore ai 3.000 dollari.

Sembra ieri quando i primi Homo Erectus impararono a controllare il fuoco.

Sviluppo tecnologico. La rivoluzione continua e chissà quanto lontano ci porterà.

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