Tecnologia, l’automazione sostituirà l’uomo?

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È una domanda che nei prossimi anni diverrà sempre più cocente ed impellente, dove si fermerà il confine tra uomo e macchina, ma soprattutto, ci sarà un momento in cui, esisterà ancora un confine?

Se pensate sia prematuro, è solo perché non stiamo mettendo ancora tutti i tasselli assieme. Droni e androidi nei prossimi dieci-venti anni, consegneranno a regime lettere, sostituiranno gli sportellisti bancari, desertificheranno l’industria, guideranno automobili, e poi treni, aerei, ecc.

Piano piano, negli USA, le aziende sollecitano i dipendenti a munirsi di chip sottopelle, gli spostamenti e i dati biologici saranno tutti in cloud. Nel frattempo, si parla di “vita eterna”, la possibilità di riallacciare la testa su altri corpi o, su modelli bionici, e ancora, trasferire la mente su un hard disk.

Non è nulla di futuristico e non risiede su strane riviste scientifiche, basta sfogliare un settimanale generalista come “Panorama”, per notare articoli su queste tematiche o sulla fisica quantistica, osteggiata e snobbata sino a qualche anno fa.

Adesso arriva l’annuncio di FCA, pronta a fornire migliaia di auto Chrysler Pacifica a Waymo, ovvero la divisione di auto senza pilota di Google. Lo stesso Marchionne gaudente: “La nostra partnership con Waymo continua a crescere e si rafforza. Questo è l’ultimo segnale in ordine temporale del nostro impegno verso questa tecnologia.”

Allora evidentemente andrebbe affrontato il tema etico, morale, dibattuto l’utilizzo, incentivare o disincentivare talune tecniche. Una azienda che sostituirà forza lavoro con le macchine, andrà “punita” fiscalmente? O viceversa, andranno premiate in particolar modo le imprese che continueranno ad investire sull’uomo?

E il tema della natalità? Tra non molto a letto ci ritroveremo donne e uomini con il tasto Off, per quando avremo finito l’utilizzo. Chi si piglierà la briga di intessere rapporti complicati ed enigmatici con l’altro sesso?

Perderemo il diritto all’oblio, a sparire dai radar, ogni movimento, economico o ritmico del cuore, sarà tracciato. Ci sarà una notifica quando ci innamoreremo? Dove finiranno gli schermi e dove cominceranno gli occhi? La realtà aumentata potrà essere implementata direttamente in retina.

Il pericolo serio è di andare a sbattere, di perdere completamente libero arbitrio, di demandare ai chip tutto lo scibile umano. Di venire meno al valore fondante dell’uomo al centro, e di centrifugare anni di conquiste e di diritti, in nome della connessione.

Porsi oggi le domande giuste è improcrastinabile perché la rivoluzione digitale correrà veloce, come tutto ciò che è in rete. Non ci darà tempo e spazio, dovendo rincorrere e sanare a posteriori, se sarà ancora possibile, ciò che invece dovevamo scegliere in principio.

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