Tempa Rossa, le audizioni in Commissione alla Regione Puglia

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Il progetto Tempa Rossa al centro delle audizioni delle Commissioni regionali in Via Capruzzi, a Bari.

Oggetto dell’audizione, la mozione presentata nella scorsa seduta di Consiglio regionale, per chiedere al Governo di nazionale di riaprire la procedura AIA relativa al progetto presentato dall’Eni a Taranto. La discussione, su iniziativa dello stesso presidente dell’assise regionale, Onofrio Introna,  era stata rinviata per consentire a tutti i consiglieri di poter approfondire la questione. “Si tratta di una vicenda per molti aspetti delicata – ha ribadito oggi  il presidente del Consiglio presente all’avvio dei lavori – con forti ricadute sul territorio e su una comunità già duramente colpita, e la cui soluzione necessita della più ampia condivisione, dato il coinvolgimento di molteplici interessi”.

Il progetto, di cui Eni è partner logistico – poiché metterà a disposizione un’area della propria raffineria di Taranto – prevede la costruzione di due serbatoi di stoccaggio del petrolio, e l’allungamento del pontile di 350 metri per l’attracco delle navi che caricheranno il greggio del giacimento di Val d’Agri, in Basilicata.

Alla riunione sono intervenuti anche la vice presidente della Giunta e assessore all’Urbanistica Angela Barbanente, il direttore dell’Arpa Puglia, Giorgio Assennato, il dirigente del Servizio Ecologia, Antonello Antonicelli e un rappresentante del Comune di Taranto.

Due gli aspetti portati all’attenzione dei commissari: l’Arpa, in particolare, ha rilevato come riguardo al progetto Tempa Rossa manchino ancora i dati riguardanti i fattori di rischio da incidenti rilevanti e quelli necessari per la valutazione del danno sanitario (VDS), così come previsto dalla legge regionale 21 del 2012. L’agenzia regionale, su direttiva dell’assessorato competente, sta già provvedendo a redigere il rapporto per la VDS, che sarà presentato entro fine novembre e che servirà a rilevare le criticità riguardanti il livello delle emissioni industriali inquinanti nell’area di Taranto. “Nonostante – ha spiegato Assennato  – tra le prescrizioni contenute nella Via-Aia (valutazione impatto ambientale-autorizzazione integrata ambientale) ministeriale del 2011, vi fosse quella di presentare, da parte del soggetto proponente, un piano di intervento che mantenesse l’assetto delle emissioni inalterato, l’Arpa non ha ancora a disposizione alcun elemento riguardante il progetto”.

Per quanto riguarda invece l’assessorato alla Qualità dell’Ambiente, Antonicelli ha ricordato che la settimana scorsa è stata approvata una delibera di Giunta con cui si chiede al Ministero dell’Ambiente di riesaminare il decreto riguardante la compatibilità ambientale sul progetto di stoccaggio di Eni, per consentire alla Regione di valutare l’incidenza effettiva del progetto, anche in termini sanitari. Facendo leva su tre aspetti: la relazione dell’Arpa, il piano per il risanamento della qualità dell’aria nel quartiere Tamburi, e la legge sulla Valutazione del danno sanitario.

Da parte sua, il Comune di Taranto – a cui spetta il recepimento nel PRG comunale della variante al piano regolatore del Porto per consentire l’allungamento del pontile – ha ribadito l’opposizione categorica al progetto, che aggraverebbe ulteriormente la condizione ambientale e sanitaria del territorio.
In conclusione dei lavori, il presidente Caracciolo ha deciso di convocare una nuova seduta di audizioni, per ascoltare i rappresentanti di Eni e delle compagnie proponenti, Total, Shell e Mitsui, l’Autorità portuale (su richiesta del consigliere Domi Lanzilotta) e il Comitato tecnico regionale (su istanza di Alfredo Cervellera).

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Redazione
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