Tempa Rossa, la Giunta approva la delibera per la richiesta di riesame Aia

0

Nella giunta di ieri, 6 ottobre, il Governo Regionale ha approvato su proposta dell’Assessore alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro, la delibera con cui si chiede al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di riesaminare il DM 573/2011 con il quale concede la Via-Aia – Valutazione di Impatto Ambientale-Autorizzazione Integrata Ambientale – al progetto Tempa Rossa.

Il progetto Tempa Rossa – la base logistica tarantina del petrolio estratto dall’omonimo giacimento in Basilicata – era già stato osteggiato da Sinistra Ecologia e Libertà e Puglia per Vendola che proponevano di chiedere al Governo Nazionale la sospensione delle procedure di Via-Aia fino alla conclusione della valutazione del danno sanitario avviata dall’Assessorato all’Ambiente. Sel e PpV erano stati sostenuti dalla presa di posizione del senatore Dario Stefano (Sel) e dell’assessore regionale Loredana Capone e del consigliere Giuseppe Romano (Pd) che avevano già verificato la scarsa disponibilità del Governo su Taranto e sulla Tap a tenere conto dei pronunciamenti del territorio.

In questi giorni anche i comitati ed associazioni ambientaliste pugliesi hanno espresso la propria posizione chiedendo alla Regione Puglia di approvare un nuovo ordine del giorno con il quale venisse sancito l’impegno al ricorso alla Corte Costituzionale in caso di mancata revisione degli articoli sulle trivellazioni petrolifere che non rispettano i principi costituzionali, come già fatto dai Consigli regionali di Basilicata e Abruzzo. Chiedono inoltre alla Regione di farsi promotrice di tale istanza verso le altre regioni e verso la Conferenza stessa, riavviando il percorso che aveva portato cinque consigli regionali – Puglia, Veneto, Abruzzo, Molise e Marche – ad approvare una proposta di legge alle Camere riguardante il “divieto di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi”, sollecitando i parlamentari pugliesi e tutti i rappresentanti della Commissione Ambiente di non appoggiare un atto legislativo che non rispetta, secondo loro, i principi della Carta Costituzionale, rendendo “strategiche” tutte le attività energetiche fatta eccezione per quelle rivenienti da fonti rinnovabili.

Nicastro ha affermato: “Tenendo conto delle novità intervenute in relazione all’approvazione del Piano concernente le prime misure di intervento per il risanamento della qualità dell’Aria del quartiere Tamburi di Taranto che tra l’altro prevede il riesame delle autorizzazioni integrate ambientali del comprensorio industriale di Taranto e Statte e della legge regionale sulla valutazione del danno sanitario (21/2012) abbiamo avviato la formale procedura di richiesta di riesame per il progetto di stoccaggio di Eni. Il tutto anche alla luce delle considerazioni espresse dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente con la lettera del 25 settembre scorso che riguardano aspetti ambientali e questioni riferite al rischio di incidenti rilevanti”.

“Parallelamente, come già comunicato nei giorni scorsi, Arpa Puglia coordinerà il lavoro di redazione della Vds sulla traccia di quanto già fatto per lo stabilimento Ilva e attendiamo lo studio dell’azienda che certifichi il non aggravio di emissioni in atmosfera. Questi elementi – ha concluso l’assessore – confrontati con i dati in nostro possesso che riguardano l’area di Taranto permetteranno di valutare l’incidenza effettiva del progetto, anche in termini sanitari, e, cosa ancora più importante, di inserire nell’iter sulla nuova Aia le valutazioni sulle ricadute sanitarie, peraltro già richiamate nelle prescrizioni inserite nel parere Via Regionale del 2011”.

Nessun commento

Commenta l'articolo