Bloccata a Bari una cellula di terroristi afghani

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A tutti quelli che pensano che “tanto a noi non può succedere nulla” e che Parigi, o il Belgio, o Londra sono molto lontane dalla Puglia e da Bari rispondiamo che sono semplicemente illusi, oppure tanto ottimisti. In un mondo globale con lotte e guerre globali, nessuno può sentirsi escluso, nè tanto meno al sicuro. Nemmeno nella “tranquilla” Bari, dove si litiga e ci si picchia per le sgagliozze e le popizze durante la festa di San Nicola e, ogni tanto, si spara per strada (e che sarà mai!).

Che la Puglia, ed il porto di Bari in maniera particolare, siano un punto strategico di transito verso il Medio Oriente è sotto gli occhi di tutti, e non occorre essere grandi strateghi per comprendere come le rotte del terrorismo internazionale possono benissimo incontrarci per strada, passeggiando, comprando il giornale nell’edicola sotto casa oppure in coda alla cassa del nostro supermercato preferito.

E questa mattina ne abbiamo avuto, ancora una volta, la drammatica riprova: tre uomini, infatti, sono stati fermati a Bari con l’accusa di terrorismo internazionale.

Un decreto di fermo nei confronti di tre cittadini di nazionalità afghana (uno ospite del Cara di Bari) accusati di terrorismo internazionale è stato eseguito a Bari da Carabinieri del Nucleo Investigativo e del Ros. Secondo le indagini coordinate dalla Dda di Bari, i fermati progettavano attentati in Italia e in Inghilterra. Altre due persone (un altro afghano e un pakistano) sono indagate – ed al momento sottoposte a fermo – per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Secondo gli investigatori fanno parte di una cellula legata allo Stato Islamico e ad Al Qaeda. Uno dei presunti terroristi, Hakim Nasiri, è stato fotografato insieme al sindaco di Bari, Antonio Decaro, durante la Marcia degli Scalzi del 10 settembre 2015, la manifestazione organizzata in solidarietà e integrazione in favore degli immigrati. Gli altri arrestati sono Ahmad Zai Khesta Mir e Ahmadzai Mansoor.

Gli indagati avrebbero dato “sostegno a soggetti disponibili a compiere azioni suicide o azioni combattenti nell’ambito di paesi stranieri, ed in particolare in Irak e Afghanistan con modalità di combattimento” tali da far pensare ad una vera e propria strategia del terrore deliberatamente voluta e perseguita.

Le indagini dei Carabinieri sono partite il 16 dicembre scorso quando i militari sono intervenuti presso l’Ipercoop di Santa Caterina a Bari a seguito di una segnalazione sulla presenza di 4 stranieri sospetti. Uno di loro stava effettuando delle riprese dell’interno centro commerciale con il cellulare (cosa peraltro non consentita dal regolamento dell’Ipercoop).

Sul telefonino dell’uomo, sequestrato ed analizzato, è stato anche rinvenuto un video dell’area interna dell’Aeroporto Wojtyla di Palese (nella foto). Ed ancora, immagini di militari talebani, di armi, di preghiere e messaggi per parenti e conoscenti.

“La cellula terroristica – si legge nel provvedimento di fermo – diffondeva l’ideologia violenta della guerra santa e le tecniche di combattimento (manuali operativi, manuali di fabbricazione di esplosivi) mediante internet. Il cospicuo materiale informatico era in possesso dei prevenuti pronto per essere usato”.

E’ fondamentale, allora, non abbassare mai la guardia, e continuare a collaborare con le forze dell’ordine per tenere sotto controllo il territorio che ci circonda. Dobbiamo farlo per noi stessi, innanzitutto.

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