Ticket e Day Ospital, i chiarimenti dell’Assessorato regionale

1

Arrivano precisazioni da parte dell’assessorato alle Politiche della salute della Regione Puglia sulla polemica che sta montando in queste ore sulla Delibera di Giunta Regionale n. 1202 del 18 giugno (pubblicata nel Bollettino Ufficiale n. 94 del 16 luglio 2014 e che linkiamo a questo articolo) che riguarda i day service, che “sorprende per il carattere palesemente strumentale che la caratterizza”.

Ne diamo puntuale riscontro, pubblicando inoltre, per maggiore chiarimento, la delibera integrale di Giunta in questione.

Già il Patto per la Salute 2010-2012 sollecitava le Regioni a individuare percorsi per il trasferimento di questi ricoveri in regime ambulatoriale. E, infatti, la delibera n. 1202 del giugno 2014 è il quarto intervento regionale in materia di trasferimento dei ricoveri nel setting ambulatoriale, a partire dall’introduzione del modello assistenziale del day service avvenuta nel 2009. Nel 2011 sono stati istituiti i primi quattro pacchetti ambulatoriali (per diabete, ipertensione, intervento di cataratta e decompressione di tunnel carpale), cui, si sono poi aggiunte, con successiva delibera, ulteriori 24 prestazioni.

Questi provvedimenti, che hanno consentito di portare il tasso di ospedalizzazione della Regione Puglia da oltre 200 a 164 in soli due anni – purtroppo ancora superiore al valore soglia previsto dalla griglia di valutazione LEA del Ministero della Salute – non sono stati ritenuti meritevoli di alcuna attenzione, pur prevedendo esattamente le stesse regole di applicazione della nuova delibera, che oggi viene così aspramente criticata.

Sembra appena il caso di evidenziare che iniziative del tutto sovrapponibili sono state adottate in tutte le regioni, da ultima, nel febbraio di questo anno, in Campania, dove non risulta che alcun consigliere regionale, di governo o di opposizione, abbia gridato allo scandalo.

“Sembra evidente – sottolinea la nota dell’assessorato – che ciò che distingue l’adozione di questa delibera dalle precedenti tre è la sua prossimità alle scadenze elettorali. Come dovrebbe ben sapere chi alimenta vuote e pretestuose polemiche, raggiungere gli obiettivi ministeriali sulla valutazione LEA corrisponde alla possibilità, per la Regione, di ottenere benefici premiali in termini di risorse aggiuntive per l’intero sistema. Ma soprattutto, come dicono le indicazioni ministeriali, e come hanno già dimostrato i provvedimenti precedenti, il trasferimento dei ricoveri inappropriati in regime ambulatoriale migliora la qualità dell’assistenza ed evita ricoveri inutili, con i disagi e i rischi che questi comportano; consente di allargare ai presidi territoriali l’offerta di prestazioni che prima potevano essere erogate solo in ospedale, di diminuire le liste di attesa, di incrementare la disponibilità di posti letto per le patologie acute e complesse”.

“E’ doveroso precisare inoltre che la scelta del regime di erogazione delle prestazioni è esclusivamente del medico specialista che valuta di volta in volta se ricoverare il paziente o attuare il day service. In più tutti i pazienti oncologici hanno l’esenzione tickete quindi non ci saranno esborsi aggiuntivi per la chemio, che ha già registrato lo scorso anno 13.809 ricoveri a fronte di 59.254 prestazioni ambulatoriali. L’analisi dei dati del 2013, peraltro, evidenzia che il numero delle prestazioni per i DRG già trasferiti nel setting ambulatoriale aumenta (più 45.000 dal 2012 al 2013), mentre si riducono i ricoveri inappropriati (meno 20.000 solo per i 28 day service già attivati) e che i pazienti preferiscono recarsi presso le strutture che offrono la possibilità di effettuare le prestazioni ambulatoriali, piuttosto che limitarsi a ricoverare tutti”.

“Il valore aggiunto del day service, infatti, – si sottolnea – è la reale presa in carico del bisogno di salute da parte dello specialista che inquadra il paziente e ne gestisce l’intero percorso, attraverso l’interazione con gli altri specialisti, senza frammentazioni e in tempi certi e definiti: e va reso merito agli operatori del nostro sistema sanitario, che hanno saputo interpretare correttamente l’introduzione di questo nuovo modello assistenziale, come dimostra il miglioramento di tutti gli indicatori sulla qualità dell’assistenza nella nostra regione”.

La polemica, inquadrata tutta sulla questione dell’esenzione ticket per i malati oncologici, non intacca però il quadro complessivo della delibera, con la quale vengono individuati (come è possibile leggere direttamente nel link che riportiamo in calce), una serie di servizi e prestazioni sanitarie per le quali si prevede, di fatto, un aumento del ticket a carico dei cittadini.

A parlare è la stessa delibera. “Le Prestazioni di Chirurgia Ambulatoriale (PCA) e i Pacchetti Ambulatoriali Coordinati e Complessi (PCCA), indipendentemente dal soggetto erogatore (pubblico o privato), sono soggette al pagamento della quota di compartecipazione alla spesa sanitaria da parte del cittadino non esente nella misura di 36,15, oltre la quota fissa di € € 10,00 di cui alla Legge 15.07.2011, n.111”.

Complessivi 47,15 euro di ticket, dunque, che colpirà i non esenti, a fronte dei precedenti 10 €. E’ un maggior carico a danno dei pazienti.

QUI la delibera di Giunta

Condividi
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

1 commento

  1. Se si guadagna più di una certa soglia di reddito (ad esempio dai 70.001 a 100.000 euro) spendere 47 euro per un’operazione ad un’ernia, eseguita in giornata, è talmente deprecabile? Tra l’altro, in tal modo si liberano le lunghe liste di attesa per il ricovero che magari può giovare a chi ne ha davvero bisogno, posto le prestazioni di cui oggetto nella presente delibera possono essere effettuate in giornata. E’ bene ricordare, inoltre, che se le prestazioni sanitarie diventano più costose è ANCHE (ma non soltanto) a causa dei milioni di euro sottratti all’erario attraverso il sommerso e l’evasione fiscale: nel 2012, la Puglia era la quarta regione per evasione fiscale in Italia (http://scenarieconomici.it/esclusivo-evasione-fiscale-stima-nel-2012-di-ogni-regione-italiana-e-degli-stati-europei/) e dalle rilevazioni della GdF sono stati scoperti 500 evasori totali e paratotali che hanno sottratto al demanio circa 800 milioni di euro. Certamente tassare i cittadini non è la soluzione; ma i problemi economici delle casse pubbliche non sono dovuti soltanto “al governo ladro” o (cito dal suo articolo precedente) alle “invenzioni di Vendola”, a maggior ragione perchè la presente misura esiste già in diverse altre regioni d’Italia.
    Un vero peccato che questa smentita non sia diventata virale sui social network quanto il suo precedente articolo. La disinformazione circola sempre più velocemente, a quanto pare.

Commenta l'articolo